PUMS, l’Italia viaggia ancora lontano dagli standard europei: solo 8 nodi urbani su 50 sono pienamente conformi

Quasi tutti i principali nodi urbani italiani hanno adottato un Piano urbano della mobilità sostenibile, ma soltanto 8 su 50 rispettano integralmente i requisiti minimi stabiliti dal nuovo Regolamento europeo sulla rete transeuropea dei trasporti.

È questo il dato più significativo contenuto nel rapporto del Programma nazionale di sostegno ai PUMS, aggiornato al 30 giugno 2026 sulla base delle informazioni raccolte fino al 30 aprile. Il documento è stato redatto dalla Divisione 3 della Direzione generale per il trasporto pubblico locale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il contributo della società pubblica RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti, nell’ambito del progetto europeo di assistenza tecnica “Technical Assistance 2 Italy for TEN-T 2025-2027”.

Il Rapporto analizza i Piani dei 50 nodi urbani italiani appartenenti alla rete TEN-T, verificandone la conformità al Regolamento UE 2024/1679 e la capacità di collegare la mobilità locale con le grandi infrastrutture nazionali ed europee.

La fotografia è in chiaroscuro. L’adozione formale dei PUMS è ormai quasi generalizzata, ma molti Piani non sono ancora strumenti realmente dinamici, verificabili e integrati con i territori circostanti. In particolare, risultano deboli il monitoraggio dei risultati, la pianificazione dei flussi di merci, il coordinamento oltre i confini comunali e l’attenzione alla resilienza climatica.

Rapporto-di-valutazione-PUMS-giugno2026

Il rapporto del MIT fotografa progressi e ritardi della pianificazione della mobilità sostenibile. Scheda

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