Consiglio nazionale di Legautonomie, eletto il nuovo Ufficio di Presidenza. Nuova mission per l’Associazione

Si è svolto oggi a Roma, al Centro Congressi Cavour, il primo Consiglio nazionale della Lega delle Autonomie Locali sotto la nuova presidenza di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, eletto neo Presidente nazionale dell’associazione al recente XVII Congresso, tenutosi a Viareggio il 29 e 30 novembre scorsi. Il Presidente Ricci, nel discorso di apertura e di presentazione del nuovo ufficio di presidenza, ha illustrato i temi che caratterizzeranno l’attività di Legautonomie nei prossimi anni. “La Lega delle Autonomie Locali può diventare il nuovo laboratorio del riformismo italiano, dobbiamo tradurre il lavoro dell’associazione in proposte di legge e di iniziative popolari. Abbiamo bisogno di una Lega delle Autonomie di battaglia, di proposte e di servizi”, ha detto Matteo Ricci in apertura, alla platea riunita a Via Cavour. “Oggi gli amministratori hanno un problema enorme che si chiama Codice degli Appalti, che va rivisto in chiave pragmatica, perché così com’è blocca il Paese. Occorre portare avanti una proposta di riforma che metta gli amministratori in condizione di lavorare per il proprio territorio”, ha sottolineato Ricci.

Tra i temi che segneranno l’attività dell’associazione, sicuramente il tema della sicurezza e dell’integrazione: “Serve una reazione forte da parte di chi tutti i giorni è chiamato a governare questi processi, di chi crede in quell’integrazione che questo Governo sta provvedendo a tagliare, a partire da tutti quegli strumenti, come gli SPRAR, che servivano a garantire un minimo di integrazione attraverso l’insegnamento della lingua italiana e l’inserimento nel mondo del volontariato”, ha detto Ricci.

“Dobbiamo anche portare avanti – ha proseguito il Presidente – la sacrosanta battaglia per la dignità degli amministratori. In questo senso noi dobbiamo essere portatori di una proposta di legge realistica e concreta che ridia dignità al fare l’amministratore, con tutte le responsabilità che gli amministratori hanno nei piccoli comuni e negli enti provinciali”.

Un altro tema importante che ha segnato l’intervento del Presidente Ricci è stato il tema della semplificazione amministrativa. “La proposta sulla quale io da tempo lavoro – ha detto – è quella di obbligare i Comuni non a fondersi ma a lavorare insieme, non per criterio demografico bensì ragionando sui bacini omogenei, le Province devono diventare “case dei comuni” e le Regioni – pur nell’ambito di una differenziazione di competenza – vanno ricondotte alla loro funzione di legislazione e programmazione”.

Altro obiettivo fondamentale della Lega delle Autonomie sarà riprendere un’iniziativa specifica sul Mezzogiorno.

Al termine dell’intervento e delle proposte del neo Presidente Matteo Ricci, sono stati votati ed eletti all’unanimità i tre vicepresidenti: Claudio Mancini, vicepresidente vicario, Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo, e Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri; il nuovo tesoriere: Valerio Lucciarini, sindaco di Offida; confermato Bruno Manzi presidente del Consiglio nazionale dell’associazione.

Nell’ufficio di presidenza sono stati eletti: Antonio Misiani, Daniele Manca, Andrea Ferrazzi, Catiuscia Marini, Giorgio Del Ghingaro, Vincenzo Napoli, Gian Mario Fragomeli, Enrico Borghi, Pierfrancesco Majorino, Mattia Palazzi, Achille Variati, Pier Paolo Baretta, Rosalia Statarelli, Antonio Sabino, Lorenzo Falchi, Carlo Salvemini, Stefano Mazzetti, Franco Iacucci, Simone Righi, Mariarosa Barazza, Oriano Giovanelli, Alessandro Broccatelli, Marco Filippeschi, Lorenzo Gaiani, Antonio Ferrentino, Alberto Melarangelo, Filippo Poleggi, Mario Maiolo, Nando Morra, Andrea Pensi, Enrico Ioculano, Vincenzo Ascione e Dino Facchini.

Roma, 13 dicembre 2018

Ufficio stampa Legautonomie – Valentina Guiducci 3371067774 – 06 69766028 – ufficiostampa@legautonomie.it

COMUNICATO_STAMPA_-13_12_2018-_Consiglio_nazionale_

Precedente

224 comuni italiani vincitori del bando Ue per il wifi gratis

Successivo

Migranti, Matteo Ricci: “Con decreto Salvini è caos, senza integrazione città più insicure”