PICCOLI COMUNI, SI PUO’ FARE LA SPESA IN ALTRO COMUNE? SI, SE IL PUNTO VENDITA PIÙ VICINO ALLA PROPRIA ABITAZIONE SI TROVA IN UN ALTRO COMUNE

La circolare del Ministero dell’Interno riferita al Dpcm del 22 marzo ha chiarito un’eccezione al divieto di spostamento da un Comune all’altro che interessa da vicino tantissimi piccoli Comuni in cui non c’è neanche un negozio o non ci sono tutte le tipologie di generi alimentari, o ancora mancano i servizi bancari e postali, che sono di fondamentale importanza soprattutto per le persone anziane.

La circolare spiega che oltre ai movimenti consentiti per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute, restano infatti autorizzati i movimenti “che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere”.

Tra gli esempi citati dalla stessa circolare il caso in cui il cittadino vada a fare la spesa in un punto vendita ubicato in un altro comune ma più vicino o più accessibile alla propria abitazione, e lo spostamento per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale.

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