La ricerca dell’Alleanza contro la povertà: primi risultati e prime richieste a Governo e Parlamento

L’Alleanza contro la povertà, della quale ALI è tra le associazioni fondartrici, ha avviato dal mese di marzo un approfondito lavoro di ricerca, grazie all’ausilio del suo Comitato Scientifico e di un gruppo di ricercatori, che verrà completato in autunno in modo da potere essere considerato per la prossima Legge di Bilancio, volto a fornire un importante aggiornato contributo sul contrasto alla povertà nonché ad elaborare adeguate proposte di policy a riguardo. La ricerca si avvale di un modello di microsimulazione aggiornato, di alcune elaborazioni econometriche effettuate sui più recenti dati ufficiali resi disponibili, di alcune interviste ad importanti agenti coinvolti raccolte sul territorio.

Secondo i dati pubblicati dall’Istat nel 2020 oltre 2 milioni di famiglie (il 7,7% rispetto al 6,4% del 2019) sono in povertà assoluta per, complessivi, 5,6 milioni di individui (9,4%). Tra questi, 1,3 milioni sono i minori (il 13,5%) e oltre 1,5 milioni i cittadini stranieri (il 29,3%). Dai dati diffusi emerge una più elevata incidenza tra le famiglie numerose e, rispetto al 2019, un maggiore incremento nelle regioni del Nord (da 6,8% a 9,3%) e delle famiglie in cui la persona di riferimento è occupata (dal 5,5% al 7,3%).

Di fronte a questo scenario, pesantemente influenzato dalla crisi pandemica, il Reddito di cittadinanza (RdC) ha costituito un importante argine al diffondersi della povertà. Secondo i più recenti dati diffusi dall’INPS (8 giugno 2021) ha raggiunto 1,6 milioni di nuclei familiari, corrispondenti a 3,6 milioni di persone, con un importo medio mensile pari a circa 550 euro. Di questi, nel mese di maggio, solo il 9% dei nuclei è composto da cittadini extra-UE e il 32,8% ha almeno 1 minore al suo interno. Anche il Reddito di Emergenza (Rem), grazie ad alcuni requisiti meno stringenti, ha avuto un ruolo di copertura per un’importante fascia di popolazione: circa 482.800 nuclei familiari coinvolti, oltre 1 milione di persone.

La riduzione dell’intensità della povertà nel 2020, e la lieve riduzione della povertà relativa (peraltro influenzata da un andamento dei consumi fortemente atipico) mostrano quanto siano stati importanti questi strumenti, nell’ambito dell’insieme delle misure di sostegno al reddito messe in campo, per sostenere le famiglie che si sono trovate in particolari difficoltà economica.

L’Alleanza contro la povertà ha sempre sostenuto la centralità del RdC nel contrasto alla povertà ed ha proposto in occasione della passata Legge di Bilancio 8 Richieste volte a rafforzarlo e a migliorarne l’efficacia (http://www.alleanzacontrolapovertà.it/le-news/ArtMID/813/ArticleID/2279). Aveva previsto che, in mancanza di interventi significativi, sarebbe stato necessario prolungare il Rem, una misura incondizionata che era stata immaginata come misura tampone, cosa che si è puntualmente verificata con un suo rifinanziamento continuo e sostanziale nei decreti ristori che si sono susseguiti.

Buona parte delle richieste fatte al tempo dall’Alleanza restano tutt’ora valide.  Nel lavoro che pubblichiamo si dà conto dei primi risultati della ricerca, che vengono sintetizzati insieme ad alcune richieste che riguardano elementi sia di natura quantitativa che qualitativa del RdC.

Ricerca_Alleanza_contro_la_povertà_finale

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