Stop al RdC, allarme di Ali: “Tensione sociale alta e comuni senza risorse”

“Il Governo sta banalizzando la povertà, noi sindaci invece la conosciamo bene”: ed è per questo che oggi sono preoccupati, per quello che accadrà e che sta già accadendo in tutti i comuni italiani, dopo la sospensione del Reddito di cittadinanza. A lanciare l’allarme è Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente di Ali, la Lega delle autonomie locali, che fa parte dell’Alleanza contro la Povertà in Italia.

Dopo l’annuncio dell’Inps tramite Sms, la sospensione del Rdc è da ieri un’amara realtà per centinaia di migliaia di persone: qual è l’impatto di questa notizia sugli enti locali? Che reazioni state registrando?
Ovviamente tutti coloro che hanno ricevuto l’sms si stanno rivolgendo agli uffici dei servizi sociali del Comune di appartenenza. La tensione sociale è alta e i comuni non hanno un numero di assistenti sociali sufficiente, soprattutto non hanno risorse proprie sostitutive del reddito di cittadinanza.
Nel passaggio dal Rdc all’Adi, i comuni divengono il perso della misura di contrasto alla povertà. Pensate che abbiano gli strumenti necessari per esercitare questo ruolo, superando le differenze territoriali?
Non li hanno e l’Adi è una risposta parziale. Faccio l’esempio del Comune di Pesaro. Erano 4 mila i percettori di reddito di cittadinanza; di questi, 2 mila rientreranno nell’Adi, gli altri 2 mila invece no. Ed è illusorio pensare che queste persone troveranno tutte e immediatamente un lavoro. Il Governo sta banalizzando la povertà, noi sindaci invece la conosciamo bene.
Quali potrebbero essere, nel futuro a breve e medio termine, le ricadute del passaggio da Rdc ad Adi sui territori e sul lavoro degli enti locali?
Sicuramente aumenteranno le tensioni sociali. Se abbiniamo a questo taglio la cancellazione del fondo per l’aiuto al pagamento degli affitti, la situazione può diventare esplosiva. I problemi principali li stiamo già riscontrando al sud e nelle grandi città.
Quali azioni bisognerebbe mettere subito in campo, per limitare gli effetti negativi della sospensione del RdC per molte persone?
Serve un reddito base universale per contrastare la povertà vera e politiche attive del lavoro funzionali, con tanta formazione professionale indirizzata ai settori economici che ricercano manodopera.

Chi sono secondo voi le categorie più a rischio, tra gli “ex beneficiari”?
Dietro alla povertà, ci sono spesso situazioni personali e famigliari di grande disagio. Separazioni, problemi a spostarsi per mancanza di mezzi propri, problemi psicologici e psichiatrici. Queste sono alcune delle categorie non coperte che ci preoccupano di più.
Cosa servirebbe ai sindaci, nell’immediato, per affrontare questa tensione sociale?
Servono assistenti sociali e un fondo per la lotta alla povertà nazionale dato in gestione ai comuni. Va sostituito il reddito di cittadinanza con un fondo di una grandezza simile.

 

Leggi anche l’intervista da Gianmario Gazzi (Cnoas)

Qui il comunicato di Alleanza contro la povertà sullo stop al Rdc

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