Terzo mandato, Marrucci (Ali Toscana): “Sì anche per i sindaci dei grandi Comuni, ripristinare il numero degli assessori per i più piccoli”

“Fare il sindaco significa confrontarsi ogni giorno con i cittadini, che possono valutare direttamente sui fatti l’operato di chi amministra. E’ uno scambio continuo. Alla fine del mandato, un sindaco non viene valutato sulle chiacchiere e sulle promesse, ma sul lavoro che ha svolto. Non si capisce perché, se i cittadini continuano ad avere fiducia in lui, non possano più sceglierlo dopo due mandati. Vincolo che vale solo per i sindaci e non, ad esempio, per i parlamentari della Repubblica. Il Governo sta varando una norma che rivede questo limite per i comuni sotto i 15 mila abitanti. Come presidente di Ali Toscana, auspico che tale limite sia rimosso per tutti, anche per i Comuni oltre i 15 mila abitanti, limitando a tre i mandati”. A dirlo è il presidente toscano di Ali (Autonomie locali italiane), Andrea Marrucci. In Toscana sono 184 i Comuni che andranno al voto a giugno, tra cui 150 Comuni sotto i 15 mila abitanti. Con l’approvazione del decreto elezioni, saranno 166 i sindaci toscani ricandidabili. Se la nuova norma non fosse approvata,  49 di loro non sarebbero ricandidabili.

“Mi spingo anche più in là – continua Marrucci -. Una norma del 2011 pone limiti stringenti al numero dei consiglieri comunali e degli assessori, varata allora – si disse – per tagliare i costi della politica, quando invece si tagliò sulla democrazia. Ecco, io penso che anche quella norma vada superata. I consiglieri sono le prime sentinelle dei cittadini: sono fondamentali per coadiuvare e anche per controllare l’operato della giunta. Così come prezioso è il lavoro degli assessori, che sono la squadra del sindaco, che lo aiutano nella realizzazione dei progetti e nel confronto con i cittadini. I costi di queste piccole riforme sarebbero davvero contenuti come modesti furono allora i risparmi, e i primi a trarne giovamento sarebbero coloro che vivono il territorio ogni giorno. Si tratta di archiviare un po’ di populismo per garantire maggiore valore alla democrazia”.

 

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