Contrasto al caporalato. Bloccati i 200 milioni del Pnrr destinati agli insediamenti abusivi

Dopo la morte di Satnam Singh, lavoratore indiano deceduto per un incidente sul lavoro nelle campagne di Latina, è tornata l’attenzione sul caporalato e lo sfruttamento dei braccianti in agricoltura. Per contrastare il fenomeno e superare gli insediamenti abusivi, il Pnrr ha stanziato 200 milioni di euro, ma questa misura è rimasta al palo.

Giovedì è prevista una cabina di regia con il ministro Raffaele Fitto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la ministra del Lavoro Marina Calderone e il presidente dell’Anci Antonio Decaro.

Il 29 marzo 2022, il ministero del Lavoro ha ripartito i 200 milioni tra 37 Comuni di 11 Regioni. A settembre 2022 sono state definite le procedure per l’assegnazione dei fondi, con scadenza al 10 gennaio 2023 per la presentazione dei piani d’azione locali. Entro giugno 2023 dovevano essere firmati gli accordi per avviare i lavori, ma da febbraio 2023 le attività si sono interrotte e i Comuni non hanno ricevuto ulteriori comunicazioni. A marzo, il Governo ha nominato un commissario straordinario, Maurizio Falco, ma i sindaci hanno continuato a chiedere chiarezza e risorse.

Nonostante la volontà di proseguire il progetto, lo sfruttamento dei migranti irregolari è aumentato. I Comuni hanno completato il 30% delle attività collaterali, ma chiedono ora di estendere la scadenza a dicembre 2026 e di rimodulare i fondi.

Urge accelerare le procedure per recuperare il tempo perso e affrontare efficacemente il caporalato.

Rilanciamo un intervento di Roberta Lisi su collettiva.it.

Caporalato e i fondi del Pnrr mai arrivati, di Roberta Lisi, da collettiva.it

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