A pochi mesi dalla conclusione del piano circa un quarto dei progetti finanziati è ancora lontano dalla conclusione mentre la quota di risorse già spese si attesta di poco sopra il 50%. In questo contesto, l’esecutivo è intervenuto con la sesta revisione del piano.
Mancano ormai pochi mesi alla conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Come noto infatti le riforme e la gran parte degli interventi finanziati dovranno concludersi entro l’estate, con l’ultima parte dell’anno che sarà dedicata alla fase di assessment. Per questo motivo è particolarmente importante fare il punto sullo stato dell’arte.
Purtroppo, ad oggi, i dati più recenti risalgono al 14 ottobre dello scorso anno. Questo rende piuttosto complesso definire un quadro chiaro della situazione, anche perché le informazioni disponibili al momento non tengono conto delle ultime modifiche apportate al piano. In attesa di un nuovo aggiornamento, per avere un quadro più realistico, il principale riferimento è la settima relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr, trasmessa al parlamento a fine 2025.
Dalle informazioni contenute in questo documento emerge un quadro in chiaroscuro. Il cronoprogramma delle scadenze è stato finora rispettato. Ciò ha consentito all’Italia di incassare gran parte delle risorse assegnate. D’altra parte una quota significativa degli interventi è ancora in corso e la percentuale di risorse già spese risulta essere circa la metà del totale, a poco più di sei mesi dalla conclusione del piano.
52% le risorse del Pnrr che risultavano già spese al 30 novembre 2025.
Da tenere presente inoltre che il nostro paese finora è riuscito a incassare tutte le risorse previste dalle prime 8 rate (oltre 150 miliardi di euro) solo ricorrendo a diverse modifiche del piano. Cambiamenti che hanno spesso comportato rinvii o revisioni al ribasso degli obiettivi inizialmente previsti.
Nell’articolo di Openpolis, #OpenPNRR, che rilanciamo si fa un breve punto sullo stato di attuazione del Pnrr e si vede nel dettaglio com’è cambiato il piano in seguito alla sesta revisione approvata dalle istituzioni europee lo scorso 25 novembre. Una revisione che ha comportato modifiche più o meno significative per 173 misure fra riforme e investimenti. A questo proposito è utile ricordare che lo scorso 29 gennaio il governo ha varato un nuovo decreto Pnrr. Ciò proprio con il fine di agevolare il completamento dei target finali previsti e dei progetti ancora in corso.
In questo contesto non semplice non si deve dimenticare – come ribadito dallo stesso esecutivo – il rischio di “reversal”. Vale a dire la possibilità che adempimenti già conclusi e valutati positivamente possano essere riesaminati se successivamente dovessero sopraggiungere cambiamenti che ne inficiano la tenuta. In questi casi l’Italia potrebbe essere chiamata a restituire risorse già erogate. Per tutti questi motivi è molto importante proseguire nel monitoraggio del piano.
Qui l’approfondimento di Openpolis.
PNRR. Settima relazione al parlamento sezione I
PNRR. Settima relazione al parlamento sezione II
Nuovo Decreto PNRR. Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 158




