La nuova classificazione dei comuni montani. Il Dossier della Camera dei deputati

La legge 12 settembre 2025, n. 131 reca disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane, intervenendo sulla normativa contenuta in più disposizioni legislative.

In particolare, l’articolo 2, comma 1, della legge 131 del 2025 rinvia all’adozione di un DPCM per la definizione dei criteri per la classificazione dei comuni montani (che costituiscono le zone montane) al fine di individuare i comuni che, in base ai parametri altimetrico e della pendenza, rientreranno nell’ambito di applicazione. Contestualmente, il medesimo DPCM dovrà recare l’elenco dei comuni montani.

Si tratta di un primo elenco di carattere generale che permette ad un comune classificato come “comune montano” di poter beneficiare delle misure previste da alcune disposizioni della legge n. 131 e, più in generale, delle misure di alcune normative di settore o di disposizioni regionali.

Si ricorda che l’articolo 2, comma 2, della legge 131 del 2025 rinvia ad un altro DPCM per la definizione dei criteri per l’individuazione – nell’ambito dell’elenco dei comuni montani di cui al precedente comma 1 – dei comuni destinatari delle misure di sostegno previste dai capi III (articoli 6-11), IV (articoli 12-22) e V (articoli 23-30) della legge n. 131, sulla base dell’adeguata ponderazione dei parametri geomorfologici di cui al comma 1 (altitudine e pendenza) e di parametri socioeconomici, che dovranno tener conto delle specificità e finalità delle suddette misure. Contestualmente saranno definiti con uno o più DPCM gli elenchi dei comuni montani destinatari delle predette misure di sostegno.

In considerazione delle diverse istanze da più parti rappresentate e delle ulteriori interlocuzioni con i rappresentanti delle autonomie territoriali, nella seduta della Conferenza Unificata del 5 febbraio 2026 il Ministro Calderoli ha presentato una nuova proposta (si veda il Report della seduta) che rivede ulteriormente i criteri di classificazione, soprattutto attraverso un abbassamento dell’altitudine e della pendenza, con conseguente aumento del numero dei comuni da considerare montani, che risulterebbe pari a 3.715 (346 comuni in meno rispetto alla normativa vigente; 871 comuni in più rispetto alla proposta precedente).

Nella seduta del 5 febbraio 2026, tuttavia, la Conferenza unificata ha sancito la mancata intesa sulla nuova proposta di classificazione dei comuni montani (Repertorio atto n. 14/CU del 5 febbraio 2026).

L’atto riporta che ANCI e UPI avevano espresso parere favorevole, mentre Regioni e Province autonome, essendo d’accordo a maggioranza ma non all’unanimità, hanno espresso parere contrario, determinando la mancata intesa.

Tuttavia le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano hanno concordato, all’unanimità, che il Governo potesse comunque adottare lo schema di decreto in oggetto senza l’applicazione del termine di trenta giorni dalla prima seduta della Conferenza in cui l’oggetto è posto all’ordine del giorno, ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo n. 281 del 1997.

Nella riunione del 18 febbraio 2026 il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli, con deliberazione del 18 febbraio 2026 motivata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ha autorizzato l’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente il “Regolamento recante i criteri per la classificazione dei comuni montani”, di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 12 settembre 2025, n. 131, sulla base dei dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con contestuale definizione dell’elenco dei comuni montani pubblicato come allegato sulla G.U. n. 42 del 20 febbraio 2026. Il testo del DPCM è stato quindi trasmesso al Consiglio di Stato per il necessario parere.

Una volta acquisito il parere del Consiglio di Stato, il D.P.C.M. sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Comuni montani, Dossier Camera dei deputati, marzo 2026

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