La Consulta della Legalità di Verona, costituita dalla Camera di Commercio di Verona con Avviso Pubblico, ha operato in questi anni per rendere continuo e strutturale il confronto tra le categorie economiche e sociali e le Istituzioni, con l’obiettivo di implementare le politiche e le strategie di legalità.
Si è seguito un approccio bottom-up, dal basso verso l’alto, affinché tutti gli attori presenti nei Gruppi di Lavoro fossero stimolati a condividere la propria situazione ed analisi: in questo modo, sono stati raccolti molti spunti e segnalazioni, confluiti in ultima battuta nel Vademecum aggiornato presentato a fine Ottobre 2025.
Per sviluppare al meglio questa impostazione, i Gruppi hanno promosso una serie di Convegni di settore e Webinar tematici. In questo caso, oltre alla dimensione interna di confronto e di ricerca di soluzioni, sono stati invitati numerosi ospiti esterni qualificati che hanno aiutato la Consulta ad allargare lo sguardo ad esperienze importanti sviluppate in altri territori. Prendere spunto da chi ha trovato sistemi efficaci di prevenzione e contrasto alle mafie rappresenta, allora, un’occasione preziosa.
Uno dei punti di forza per la riuscita del percorso è stata, inoltre, la partecipazione estesa ed attenta di tante diverse professionalità: magistrati, rappresentanti delle forze di polizia, componenti delle istituzioni, docenti universitari, imprenditori, sindacalisti, giornalisti. Un’ampia platea, che ha mostrato interesse e ha contribuito attivamente, ciascuno dal proprio punto di vista, allo sviluppo delle tematiche trattate.
Per non disperdere questo importante patrimonio di conoscenze, le relazioni e gli interventi di chi ha partecipato ai Convegni e ai Webinar sono confluiti in una pubblicazione ad hoc che pubblichiamo: “La mafia-impresa: come riconoscerla, prevenirla e contrastarla. Resoconto degli incontri formativi del progetto Consulta della Legalità”.
Sono otto gli appuntamenti di cui si dà conto nel volume: quattro Convegni tematici su logistica, edilizia, agricoltura e turismo; tre webinar tematici sull’analisi dello scenario veronese, sulle cripto-attività e sulla cybersicurezza; infine, il resoconto del Convegno conclusivo del Progetto del 19 Maggio scorso, arricchito dalla lettera del Ministro dell’Interno che esprime sostegno e adesione al percorso della Consulta. A questi si aggiungono i due incontri della Consulta svolti in beni confiscati presenti in provincia di Verona, luoghi altamente simbolici che hanno fatto da cornice ad alcuni appuntamenti dei Gruppi di lavoro.
Gli spunti riportati nel volume sono, dunque, numerosi e ogni lettore potrà approfondire gli aspetti che gli interessano maggiormente, sia rispetto al proprio settore di attività sia rispetto a nuove frontiere con cui ogni impresa è chiamata a confrontarsi (la sfida della cybersicurezza, che ormai riguarda ogni realtà, e quella delle cripto-valute, da conoscere per tutelarsi rispetto ai rischi che esse portano con sé).
C’è un tema, tra i tanti, che ricorre come un filo rosso tra tutti i vari appuntamenti: quello dei controlli. In tante occasioni di confronto sono emerse, infatti, le difficoltà a mettere in campo forme efficaci di monitoraggio e verifica sul territorio. Grazie al contributo portato dagli ospiti esterni ai Convegni sappiamo che si può fare di più: sul piano tecnologico, anzitutto, investendo in apparecchiature all’avanguardia in grado di fornire riscontri accurati e veloci (ad esempio, sulle merci che transitano dai centri logistici); sul piano dello scambio di informazioni, incrociando i dati che vengono forniti dai vari soggetti, per verificarne la corrispondenza al vero (ad esempio, rispetto alla forza lavoro realmente impiegata); sul piano della verifica dei soggetti presenti sul territorio: non è raro che offerte fin troppo competitive, avanzate da operatori fino a quel momento semi-sconosciuti, alterino il normale gioco della concorrenza a danno di quelle aziende che operano nel rispetto delle regole e della trasparenza. È chiaro che, di fronte a fenomeni che possono essere anche molto pervasivi, è decisiva l’alleanza tra controllori pubblici e categorie economiche, da sviluppare il più possibile a monte (cioè con controlli, segnalazioni e in generale attività preventiva) oltre che a valle (quando, però, il danno è ormai compiuto).
Del resto, di fronte a organizzazioni mafiose che si pongono sempre più come agenzie di servizi illeciti, è decisivo un approccio combinato, che faccia tesoro di tutti gli strumenti che sono disponibili sul territorio. Quel che la Consulta della Legalità ha provato a fare, in fin dei conti, è mettere in fila queste opportunità, per valorizzarle e far sì che restino sempre a disposizione di tutti gli attori economici e sociali e delle Istituzioni.
LA MAFIA IMPRESA Vademecum Camera di Commercio Gennaio 2026
Camera di Commercio di Verona. Prevenire e contrastare, cosa fare e a chi rivolgersi




