Abuso d’ufficio. Il Parlamento europeo: “se è grave è reato, l’Italia dovrà reintrodurlo”. Approvata la Direttiva anticorruzione

Il Parlamento europeo ha approvato la prima direttiva anticorruzione della storia dell’Unione e gli effetti si sono palesati subito sul fronte italiano. Le norme votate dagli eurodeputati ad amplissima maggioranza vanno infatti a toccare il cuore del ddl Nordio approvato nell’estate del 2024: la cancellazione del reato di abuso d’ufficio. “L’Italia dovrà obbligatoriamente reintrodurlo, in almeno due gravi fattispecie”, ha avvertito Raquel Garcia Hermida, relatrice del provvedimento a Bruxelles. “Speriamo che il rapido recepimento della direttiva sia l’occasione per colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti”, ha dal canto suo osservato il presidente dell’Autorità Anticorruzione, Giuseppe Busia.

Il ministero della Giustizia ha richiesto la direttiva e, a quanto si apprende, il prossimo passo per via Arenula sarà capire che margini ci sono a livello interpretativo.

Ma a muoversi potrebbe non essere solo l’esecutivo. “Se questa direttiva modifica il quadro normativo, è possibile che la Corte sarà chiamata nuovamente a fare il controllo che l’articolo 111, primo comma, della Costituzione prevede. Prima ancora, ovviamente, sarà la politica chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea”, ha sottolineato il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso. Fuori dai confini italiani, invece, la direttiva anticorruzione è stata accolta soprattutto con “l’orgoglio” espresso dalla stessa presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. “Abbiamo mantenuto la nostra promessa”, ha spiegato. La direttiva, passata con 581 voti a favore 21 contrari e 42 astenuti, prevede tra l’altro un rafforzamento della cooperazione autorità nazionali e organismi Ue, tra cui l’Olaf, Procura europea, Europol ed Eurojust, nonché un continuo aggiornamento da parte dei 27 delle strategie anticorruzione.

Lotta alla corruzione Parlamento europeo TA 10-2026 0094

Approvata direttiva Ue anticorruzione. Busia, Anac, “ora si colmino i vuoti aperti con l’abrogazione dell’abuso d’ufficio”

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