Nella fase conclusiva del PNRR, il punto più critico non è più soltanto rispettare i tempi di realizzazione degli interventi, ma riuscire a documentarne in modo corretto e completo il completamento. Le recenti linee guida operative spostano infatti l’attenzione dalla semplice esecuzione materiale dell’opera alla sua rendicontazione finale, con il rischio che un intervento effettivamente concluso non venga riconosciuto se privo delle evidenze documentali richieste.
Tra i principali elementi di criticità ci sono i tempi molto stretti: gli interventi devono essere conclusi entro il 30 giugno 2026 e la rendicontazione perfezionata entro il 31 agosto 2026, con margini molto ridotti per sanare eventuali mancanze successive.
Diventano quindi decisivi la qualità delle certificazioni finali, la coerenza del fascicolo amministrativo e il corretto caricamento dei dati nella piattaforma REGIS, dove errori formali, incongruenze o incompletezze possono compromettere la validazione della spesa.
In questo contesto cresce anche la responsabilità del RUP, chiamato non solo a seguire l’esecuzione, ma a garantire la piena “dimostrabilità” dell’intervento. Il rischio, sottolinea l’analisi, è che la fase finale diventi la più esposta dell’intero ciclo PNRR: non tanto per la mancata realizzazione delle opere, quanto per la possibilità di rilievi successivi, fino alla revoca totale o parziale del finanziamento, in caso di documentazione incompleta o non adeguatamente strutturata.




