Conclusa l’Assemblea Nazionale di ALI a Bergamo, due giorni di confronto. Gualtieri (ALI): “Governo non scarichi costo crisi energetica sui comuni”

17 aprile 2026 – Si è conclusa oggi a Bergamo l’Assemblea Nazionale di ALI – Autonomie Locali Italiane, che ha riunito oltre cento sindaci e amministratori locali provenienti da tutta Italia, rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, per un confronto approfondito sulle principali sfide che attraversano oggi i territori.

Due giornate intense di lavori, ospitate al Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni, che hanno confermato il ruolo centrale delle autonomie locali nel governo delle trasformazioni economiche, sociali e ambientali del Paese, in un contesto segnato da forti tensioni internazionali, dall’aumento dei costi energetici e da nuove fragilità sociali.

Ad aprire i lavori il Presidente nazionale di ALI e sindaco di Roma Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, insieme al Presidente di ANCI e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Presenti, tra gli altri, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, la sindaca di Firenze Sara Funaro, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. All’Assemblea ha preso parte anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.

Al centro del dibattito, le conseguenze della crisi internazionale e geopolitica, con particolare riferimento all’impatto dell’aumento dei costi dell’energia sui bilanci comunali e sulla vita quotidiana dei cittadini. Una situazione che rischia di mettere ulteriormente sotto pressione gli enti locali, già impegnati nella gestione di servizi essenziali e nella realizzazione degli investimenti legati al PNRR.

Nel suo intervento, il Presidente Roberto Gualtieri ha lanciato un chiaro appello al Governo e alle istituzioni europee, sottolineando come questa fase richieda una risposta coordinata e strutturale. Gualtieri ha ribadito che proprio i servizi garantiti dai Comuni rappresentano uno strumento fondamentale per attenuare l’impatto della crisi. Da qui la richiesta netta: non scaricare sui Comuni il costo della crisi. “Tagliare sugli enti locali o comprimere i servizi essenziali è la scelta peggiore che si possa fare”, è il messaggio rilanciato nel corso dell’Assemblea.

Nel suo intervento conclusivo, il presidente di ALI e sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha ribadito con forza la richiesta al Governo di non trasferire sugli enti territoriali il peso della crisi energetica: “Il Governo non pensi di scaricare il costo della crisi energetica sui Comuni, sulle Regioni e sulle Province. È una scelta ingiusta e controproducente”.

Gualtieri ha richiamato anche le indicazioni della Commissione europea, che suggeriscono misure come il rafforzamento dello smart working e incentivi al trasporto pubblico: “Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche introducendo sconti sul trasporto pubblico locale e favorendo il lavoro agile. Ma il Governo deve metterci nelle condizioni di sostenere queste politiche, perché l’impatto della crisi sarà significativo e saranno proprio i servizi locali a reggerne il peso”.

Nel suo intervento, il presidente di ALI ha inoltre espresso forte preoccupazione per l’attuale indirizzo delle politiche istituzionali: “Gli enti locali sono stati traditi nelle aspettative di riforma. Al posto di un rafforzamento dell’autonomia, vediamo un disegno che rischia di accentrare poteri e dividere il Paese. Serve invece un rapporto leale tra Stato e autonomie”.

Infine, Gualtieri ha rilanciato il ruolo strategico delle città anche sul piano politico nazionale: “È proprio dai territori che può emergere una nuova classe dirigente all’altezza delle sfide del Paese. Le esperienze amministrative in corso dimostrano che esiste una visione concreta e pragmatica su cui costruire una prospettiva alternativa”.

Al contrario, secondo ALI, è necessario rafforzare il ruolo delle autonomie locali e sostenerle con risorse adeguate, affinché possano continuare a garantire coesione sociale, sviluppo e qualità della vita nei territori.

Nel dibattito è intervenuto anche l’europarlamentare ed ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che ha richiamato con forza la dimensione strutturale della crisi europea, sottolineando come “l’economia europea vive un momento di grande fragilità”. Gori ha evidenziato i divari di produttività, la dipendenza energetica e la pressione competitiva internazionale, ricordando che la debolezza dell’Unione incide direttamente anche sulla capacità dei territori di sostenere welfare e investimenti. Da qui il richiamo alla necessità di strumenti comuni più forti, fino alla proposta di “risorse straordinarie” e all’apertura sul fronte degli eurobond e del superamento dei veti decisionali, per rendere l’Europa più competitiva e in grado di rispondere alle sfide globali.

Su questo punto, il presidente di ALI e sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha rilanciato con forza il tema delle risorse europee: “Il tema delle risorse è fondamentale e la battaglia sul quadro finanziario pluriennale è decisiva. Abbiamo chiesto di aumentare del 10% il bilancio e di spostare fuori dal MFF il rimborso di 149 miliardi del PNRR. È surreale che, di fronte alla situazione attuale, alle guerre e alla crisi energetica, resti un tabù il roll over dei titoli in scadenza di Next Generation EU. Lo fanno tutti i Paesi: quando scade un titolo lo si riemette. Così invece le risorse vengono detratte dal bilancio europeo”.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della sicurezza, affrontato in una prospettiva integrata che va oltre l’ordine pubblico e include politiche sociali, prevenzione e presidio del territorio. Le amministrazioni locali hanno ribadito la necessità di un cambio di paradigma fondato sulla collaborazione tra Stato e Comuni.

Su questo tema è intervenuto anche il sindaco di Bologna e presidente ALI Emilia-Romagna Matteo Lepore, che ha denunciato una crescente distanza tra narrazione politica e realtà dei territori: “La sicurezza e l’immigrazione sono improvvisamente sparite dalla retorica del centrodestra”, mentre “i reati non sono calati, se non in minima parte” e gli sbarchi “sono passati da 210.000 a 300.000”. Lepore ha criticato lo scaricabarile sui sindaci e ha ricordato come i Comuni abbiano già avanzato proposte al Ministero dell’Interno senza ricevere risposte: “Da luglio aspettiamo una risposta”.

Il sindaco di Bologna Lepore ha poi chiesto un cambio di scala negli interventi: non solo telecamere, ma un approccio strutturale alla sicurezza urbana, con un fondo nazionale da almeno un miliardo di euro e un rafforzamento degli organici della polizia locale, oggi sotto organico di circa 12.000 unità. “La sicurezza deve essere un bene comune”, ha affermato, legandola a rigenerazione urbana, prevenzione sociale, salute mentale e politiche giovanili.

Accanto alla sicurezza, è emerso con forza il nodo dell’abitare, sempre più urgente nelle grandi città e nei centri medi. L’accesso alla casa viene oggi riconosciuto come una delle principali emergenze sociali. ALI ha ribadito la necessità di un piano nazionale per l’housing sociale, considerato una vera infrastruttura sociale essenziale per coesione e sviluppo.

Un altro focus centrale è stato il futuro del PNRR. Da un lato il Piano ha permesso investimenti senza precedenti e una trasformazione dei territori, dall’altro emergono criticità sulla fase finale e soprattutto sulla mancanza di una strategia successiva. Il sindaco di Napoli e presidente ANCI Gaetano Manfredi ha avvertito: “Oggi concludiamo il PNRR, ma non abbiamo nessun piano di investimento che continui l’opera. È un grande vulnus”. Più netto il vicepresidente nazionale di ALI Andrea Marrucci: “Non possiamo vivere la sindrome del baratro dopo il 30 giugno. Il PNRR ha lasciato un metodo che non deve essere disperso, ma servono nuove politiche di investimento, anche legislative, per rafforzare i Comuni”. Anche il sindaco di Cascina Michelangelo Betti ha denunciato l’assenza di confronto sul futuro degli investimenti, mentre il sindaco di Seregno Alberto Rossi ha proposto un fondo permanente per il personale tecnico nei Comuni. Da Cremona, il sindaco Andrea Virgilio ha invece chiesto un maggiore peso dei territori nelle scelte strategiche nazionali.

E sempre sul PNRR ha rincarato Antonio Misiani nel suo intervento: “I Comuni hanno compiuto uno sforzo straordinario: hanno progettato, appaltato, aperto migliaia di cantieri in condizioni difficilissime, con organici ridotti e tempi stretti. Ma nel 2026 il PNRR finisce. E dopo? È la domanda a cui il governo non ha mai risposto. Non esiste una strategia per il dopo-PNRR. Il rischio concreto è che i Comuni si ritrovino senza risorse e strumenti né per gli investimenti né per i costi di gestione delle opere realizzate grazie al PNRR. Un blocco che pagherebbero soprattutto i cittadini più fragili e i territori più in ritardo. Il prossimo governo dovrà scrivere un nuovo piano strutturale di bilancio. È un obbligo europeo, ma anche un’opportunità. Quel piano non può essere scritto nel chiuso dei ministeri e calato dall’alto: deve essere costruito insieme a Comuni, Province e Città metropolitane, che conoscono i bisogni reali dei territori. Ali può e deve essere protagonista di questo processo”.

Stefano Bonaccini, europarlamentare e presidente del Partito Democratico, nel suo intervento all’Assemblea parte da un dato che per lui non si può aggirare: “Noi abbiamo visto il rapporto Ocse 3 giorni fa che mette l’Italia nettamente ultima tra i 20 Paesi del G20 con una crescita tra lo 0,2% e lo 0,4%”, ricordando che questi numeri non tengono neppure conto della fine dei fondi PNRR. “Io temo che l’Italia vada in recessione già quest’anno”. Da qui la conseguenza che più preoccupa l’ex presidente dell’Emilia-Romagna: il peso di questa frenata finirà sugli enti locali, già colpiti dai tagli e dalle strette di bilancio. “Rischiamo che soprattutto gli enti locali vengano messi ulteriormente in ginocchio”.

Nel panel dedicato allo sviluppo urbano, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai ha illustrato una strategia basata sull’integrazione tra welfare e crescita: grazie al PNRR i posti negli asili nido sono aumentati da 420 a 620, con una riduzione progressiva delle rette fino all’obiettivo della gratuità. “Non lasciare indietro nessuno significa permettere ai genitori, soprattutto alle donne, di tornare prima al lavoro”, ha spiegato, sottolineando la necessità di trasformare queste politiche in misure nazionali.

Il sindaco di Varese Davide Galimberti ha evidenziato come il PNRR abbia dimostrato la capacità dei Comuni di mettere a terra risorse senza precedenti, ma ha avvertito sul rischio di una “depressione post-PNRR” se non si costruirà una nuova stagione di investimenti.

L’Assemblea ha guardato anche oltre i confini nazionali, con un importante momento di confronto internazionale tra Roberto Gualtieri e il sindaco di Chicago Brandon Johnson. Un dialogo che rappresenta il primo passo verso la costruzione di una rete tra città progressiste a livello globale, finalizzata alla condivisione di politiche e buone pratiche su temi come casa, sicurezza, transizione ecologica e innovazione.

In chiusura dell’Assemblea, Gualtieri ha inoltre richiamato il valore politico e strategico dell’esperienza amministrativa dei territori, sottolineando come proprio dai Comuni emerga una classe dirigente capace di affrontare le sfide del Paese. “Ci sono tutte le condizioni per mostrare una classe dirigente all’altezza, grazie alla qualità delle esperienze amministrative in corso”, ha affermato, evidenziando la necessità di mettere a sistema queste competenze per costruire una prospettiva di governo alternativa.

Da Bergamo emerge così una piattaforma politica chiara e condivisa: rafforzare il ruolo delle autonomie locali, sostenere i Comuni nella gestione della crisi e rilanciare un modello di sviluppo fondato su città più inclusive, sicure e sostenibili. In un tempo segnato da incertezze profonde, la risposta di ALI parte dai territori e dalla capacità delle amministrazioni locali di costruire coesione, innovazione e futuro. Perché è nelle città che si gioca, oggi più che mai, la qualità della democrazia e il destino dello sviluppo del Paese.

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