Aree interne. Il DFP certifica il ritardo: approvate solo 22 Strategie d’Area per il ciclo 2021–2027

La Strategia nazionale per le aree interne, nata per sostenere i Comuni più lontani dai servizi essenziali come sanità, scuola e mobilità, mostra risultati finora molto deboli.

Secondo la Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate allegata al Documento di finanza pubblica, della programmazione 2014-2020 sono stati spesi 706,5 milioni di euro su 1,2 miliardi, pari al 56,7% delle risorse complessive.

Un dato che conferma forti ritardi proprio nei territori più fragili, dove vivono circa 4,6 milioni di persone in 1.904 Comuni esposti a rischio spopolamento e carenza di servizi. Le risorse avrebbero dovuto rafforzare ambulatori, assistenza territoriale, trasporto pubblico e scolastico, offerta formativa, servizi agli anziani e iniziative per l’economia locale. Ma il quadro è particolarmente critico sul fronte delle risorse nazionali, dove l’avanzamento della spesa si ferma al 23%, nonostante impegni arrivati al 55%. Va meglio per la componente coperta dai fondi europei, per la quale si prevede invece la completa rendicontazione.

Anche il nuovo ciclo 2021-2027 procede in ritardo. Dopo la definizione del nuovo Piano strategico, le prime Strategie di area sono state approvate solo all’inizio del 2026. La nuova programmazione coinvolge 127 aree tra conferme e nuovi ingressi, sempre per oltre 1.900 Comuni. In questo quadro si inserisce l’approvazione, da parte della Cabina di regia presieduta dal ministro Tommaso Foti, di 22 nuove Strategie d’Area per la programmazione 2021–2027, passaggio considerato decisivo per l’attuazione del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne. Una volta completato l’iter delle restanti strategie, si arriverà alla piena attivazione delle 43 nuove aree interne individuate.

Aree Interne Allegato DFP 2026 COESIONE

 

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