Documento di Finanza Pubblica 2026. L’Anci: “Forti criticità. I Comuni non sono un problema per i conti pubblici ma una risorsa strategica per la crescita”

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“I Comuni italiani continuano a garantire equilibrio, investimenti e servizi essenziali ai cittadini, pur operando dentro un quadro sempre più complesso e con margini finanziari sempre più ristretti. Non siamo un fattore di squilibrio della finanza pubblica nazionale, ma al contrario contribuiamo in modo stabile e responsabile alla sua sostenibilità”. Così Alessandro Canelli, sindaco di Novara e delegato Anci alla Finanza locale, intervenendo oggi in audizione davanti alle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica 2026.
“Il Dfp 2026 – ha spiegato Canelli – restituisce un quadro che, pur riconoscendo il contributo positivo degli enti territoriali, evidenzia forti criticità che rischiano di compromettere già nel triennio 2026-2028 la tenuta dei bilanci comunali. La pressione sulla spesa corrente cresce per effetto dell’inflazione, dei maggiori costi energetici, degli oneri contrattuali, della domanda crescente di servizi sociali e della gestione delle nuove infrastrutture realizzate con il Pnrr”.

Secondo il documento presentato dall’Anci, lo scenario tendenziale stima una perdita complessiva di risorse pari a 2,2 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, con circa un miliardo di euro di squilibrio annuo nel biennio 2026-2027. “Questo significa – ha sottolineato Canelli – che senza interventi tempestivi il rischio è quello di comprimere ulteriormente la qualità e la quantità dei servizi fondamentali, soprattutto nei Comuni più piccoli e con minore capacità fiscale”.

Il sindaco di Novara ha poi ricordato che “i Comuni hanno dimostrato una straordinaria capacità di investimento: dal 2017 al 2025 gli investimenti fissi lordi sono più che raddoppiati, passando da 8,3 a circa 22 miliardi di euro. Questa spinta ha sostenuto la crescita del Paese e ridotto i divari infrastrutturali. Come Anci auspichiamo che si possa recuperare il taglio drastico derivante dalla legge di bilancio 2025 per scongiurare di comprimere ulteriormente la qualità e la quantità degli investimenti sia nelle Città che nei piccoli Comuni”.
Infine, il delegato Anci ha ribadito la necessità di una nuova impostazione nei rapporti tra Stato e autonomie locali: “Chiediamo che il Dfp diventi davvero uno strumento capace di valorizzare il ruolo dei Comuni e delle Città metropolitane come protagonisti dello sviluppo e della coesione sociale. Occorre superare una lettura aggregata degli enti territoriali e riconoscere le specificità del comparto comunale, costruendo scelte di bilancio tempestive, mirate ed efficaci”.

Audizione DFP 2026, ANCI

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