Il decreto legge sul Piano casa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale con alcune modifiche rilevanti rispetto alla versione iniziale approvata dal Consiglio dei ministri. Il testo definitivo recepisce il compromesso raggiunto dopo il confronto interno al Governo sul ruolo delle soprintendenze, che mantengono la possibilità di opporsi ai progetti di riqualificazione degli immobili. È confermata la possibilità di realizzare gli interventi di ristrutturazione, demolizione e ricostruzione tramite Scia, senza permesso di costruire. Viene però eliminata la procedura accelerata che avrebbe fortemente ridotto il peso delle autorizzazioni paesaggistiche. Al suo posto è prevista una conferenza di servizi semplificata, da chiudere entro quaranta giorni, alla quale partecipano anche le amministrazioni competenti per la tutela del patrimonio culturale, ambientale, paesaggistico e della salute, con facoltà di esprimere dissenso motivato.
Questa scelta rende meno incisiva la semplificazione inizialmente prevista e potrebbe avere effetti sui tempi di realizzazione degli interventi, in particolare per i progetti di riconversione urbana e di edilizia residenziale sociale che puntano al riuso del patrimonio esistente senza consumo di nuovo suolo.
Un passaggio rilevante del decreto riguarda la riallocazione di 4,8 miliardi di euro dal Fondo per la rigenerazione urbana al primo pilastro del Piano casa, dedicato alle case popolari e all’edilizia residenziale sociale. La scelta rafforza la dotazione finanziaria del
programma sull’emergenza abitativa, ma modifica anche la distribuzione territoriale delle risorse: rispetto ai contributi per la rigenerazione, destinati in modo diffuso ai Comuni anche per interventi di piccola scala, i nuovi fondi rischiano di concentrarsi soprattutto nei grandi centri urbani, in particolare del Centro-Nord, e su operazioni di maggiore dimensione.
Sul fronte delle risorse, il decreto introduce anche una riduzione del Fondo per la morosità incolpevole destinato alle case popolari: per il 2026 restano 22 milioni di euro, mentre per il 2027 lo stanziamento scende da 20 a 2 milioni. Resta inoltre centrale il tema delle coperture future, anche in relazione ai possibili finanziamenti europei collegati alla rimodulazione del Pnrr.
DL PIANO CASA DEFINITIVO BOLLINATO
Piano casa o propaganda, di Guido Montanari




