PNRR: impatto più forte su Pil e occupazione nelle regioni del Sud. Le stime dell’Ifel

Secondo le stime Ifel elaborate per Il Sole 24 Ore, il PNRR ha prodotto un impatto più intenso nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord, pur in un quadro macroeconomico nazionale meno brillante delle attese iniziali.

Nel periodo 2021-2026, gli investimenti del Piano avrebbero generato una crescita aggiuntiva del Pil pro capite pari al 2,2% a livello nazionale, con una forte differenza territoriale: +3,26% nel Mezzogiorno contro +1,5% nel Centro-Nord. Un divario analogo emerge sull’occupazione, con un incremento stimato del 2,18% al Sud rispetto all’1,22% del Centro-Nord.

La spinta maggiore arriva dagli investimenti infrastrutturali e, in particolare, dal settore delle costruzioni, che registra l’impatto più significativo sia sul valore aggiunto sia sull’occupazione. A favorire il risultato del Mezzogiorno ha contribuito anche la cosiddetta “clausola Sud”, che ha destinato almeno il 40% delle risorse territorializzabili alle regioni meridionali.

Il bilancio resta però provvisorio. La piena efficacia del Piano dipenderà dalla capacità di completare gli interventi nei tempi previsti. Al 31 marzo risultavano spesi 117 miliardi di euro, cui si aggiungono 24 miliardi destinati agli strumenti finanziari, lasciando ancora una quota rilevante di risorse da utilizzare e 159 obiettivi da centrare per ottenere la decima rata.

Ifel impatto PNRR sul PIL e l’occupazione

Pnrr, su occupazione e Pil spinta doppia alle regioni del Sud, Il Sole 24 Ore

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