Il Rapporto Ifel “Ricomporre visioni di città” analizza gli interventi di rigenerazione urbana finanziati dal PNRR, in particolare quelli legati all’edilizia residenziale pubblica e al programma PINQuA, mostrano una tensione crescente tra la semplificazione procedurale prevista a livello statale e le discipline urbanistiche regionali. Il d.l. 77/2021 ha introdotto strumenti acceleratori, conferenze di servizi semplificate e poteri sostitutivi, ma la concreta attuazione degli interventi resta fortemente condizionata dalle regole regionali sul governo del territorio. Il confronto tra Campania e Lazio, ad esempio, evidenzia due modelli diversi. La Campania, con la riforma urbanistica culminata nella l.r.5/2024, ha introdotto Programmi Operativi pensati per accompagnare in modo strutturale gli interventi PNRR e di rigenerazione urbana.
Il Lazio, con la l.r. 12/2025, ha invece scelto una procedura semplificata mirata per le varianti urbanistiche necessarie agli interventi finanziati dal PNRR e dal Piano nazionale complementare. Questa differenziazione regionale rischia però di generare applicazioni disomogenee a fronte di una stessa fonte di finanziamento statale, complicando l’attività di Comuni, enti gestori del patrimonio ERP e operatori coinvolti in più territori.
Vi è poi un limite strutturale: la velocizzazione urbanistica non risolve automaticamente i problemi gestionali del patrimonio ERP, come liberazione, riassetto e riassegnazione degli alloggi. Proprio questo scarto tra procedura urbanistica e gestione patrimoniale può diventare uno dei principali fattori di ritardo per gli interventi PNRR di rigenerazione abitativa.




