“L’approvazione del Dpcm attuativo è stato un atto politico di rifiuto, pervicace e arrogante, delle richieste fatte a gran voce dai comuni declassificati, da molti gruppi parlamentari, dai Consigli regionali e in ultimo anche dall’Anci. ALI, nonostante l’adozione ed entrata in vigore del regolamento e del nuovo elenco di comuni montani, continuerà a sostenere in tutte le sedi le ragioni dei Comuni ingiustamente penalizzati con questo provvedimento. L’obiettivo resta quello di giungere ad una revisione radicale dei criteri di classificazione attraverso la modifica della Legge 131/2025 affinché si giunga alla previsione di criteri-socio economici i quali, più dei soli criteri geomorfologici, sono idonei a definire le zone montane e le aree interne e disagiate più in generale”.
Così il segretario generale di ALI Autonomie locali italiane Valerio Lucciarini De Vincenzi in un incontro che si è svolto il giorno dell’entrata in vigore del Dpcm nella sede di via delle Botteghe Oscure dell’associazione e in collegamento con i comuni declassificati che si oppongono al provvedimento del governo. All’incontro ha partecipato il Professor Antonio Bartolini, a capo del gruppo di legali che ha presentato i ricorsi al TAR e quelli straordinari al Presidente della Repubblica.
“I 73 Comuni italiani, appartenenti a diverse Regioni che il 22 aprile, con il patrocinio del Prof. Avv. Antonio Bartolini, dell’ Avv. Antonella Mirabile e dell’Avv. Marco Comaschi, hanno presentato ricorso al TAR Lazio avverso la Delibera del Consiglio dei Ministri con la quale si autorizzava l’adozione del Dpcm, hanno depositato un nuovo ricorso per motivi aggiunti per impugnare l’atto che oggi è entrato in vigore – comunica il direttore esecutivo dell’associazione Marco Filippeschi – si tratta di una azione ampiamente prevedibile a fronte al muro del Governo contro le richieste avanzate dai Comuni”.
“I Comuni che storicamente sono stati classificati come montani ed oggi sono esclusi per effetto del taglio cieco del Governo hanno diritto ad essere reintegrati dal momento che, come contrariamente affermato dal Ministro Calderoli, la perdita dello status di Comune montano produce conseguenze concrete sull’accesso ai finanziamenti, sugli incentivi alle imprese, sulle politiche di residenzialità e sui servizi essenziali, in particolare scuola e sanità – aggiunge il sindaco di Volterra Giacomo Santi – con la conseguenza di creare un altro ed ingiustificato divario tra aree del paese con l’aggravamento di quelle che è da considerarsi una questione nazionale emergenziale ovvero la crisi delle aree interne e montane”.




