Il concorso pubblico aperto all’esterno resta la regola generale per l’accesso alla dirigenza nella Pubblica amministrazione, mentre le procedure riservate al personale già in servizio rappresentano un’eccezione che non può essere estesa oltre i casi previsti dalla legge. È questo il principio ribadito dal Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2468 del 24 marzo 2026, destinata ad avere effetti concreti sulle future politiche di reclutamento degli enti locali e sull’utilizzo delle graduatorie interne.
La decisione affronta una questione che negli ultimi anni ha alimentato numerosi contenziosi: gli idonei di una procedura selettiva riservata al personale interno possono pretendere lo scorrimento della graduatoria quando si rendono disponibili nuovi posti? La risposta fornita dai giudici amministrativi è negativa e rafforza un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato.




