Turismo balneare, cambiano le vacanze: più spiagge libere e una stagione più lunga

Le spiagge meno affollate non sono necessariamente il segnale di una crisi del turismo italiano. Possono indicare, piuttosto, un cambiamento profondo nel modo di vivere le vacanze, che richiede anche un ripensamento dell’offerta turistica. È la tesi sostenuta dall’economista Stefano Castriota, professore all’Università di Pisa, in un articolo pubblicato il 3 settembre 2026 su lavoce.info.

Il tradizionale modello della villeggiatura, fondato su soggiorni lunghi e giornate intere trascorse nello stesso stabilimento balneare, sta lasciando spazio a vacanze più brevi, mobili e articolate, nelle quali il mare si combina con escursioni, visite culturali, sport, ristorazione ed eventi. A incidere sono anche il cambiamento climatico, che rende meno attraenti le lunghe permanenze in spiaggia nelle ore più calde, il calo demografico e le nuove preferenze delle generazioni più giovani. Di conseguenza, alberghi e ristoranti pieni possono convivere con stabilimenti balneari meno frequentati: non necessariamente una crisi del turismo, dunque, ma la difficoltà di uno specifico modello di offerta.

Secondo Castriota, occorre adattare l’offerta alla nuova domanda. Nel confronto sulle concessioni non dovrebbe contare soltanto chi gestisce gli stabilimenti e con quali procedure, ma anche quanta parte delle spiagge debba essere concessa. L’autore propone un modello più vicino a quello di molte località spagnole, con ampie spiagge liberamente accessibili e una quota più limitata di aree attrezzate, accompagnato da tariffe degli stabilimenti più flessibili, commisurate alle ore effettive di utilizzo.

Un secondo terreno decisivo è la destagionalizzazione. Distribuire maggiormente ferie e vacanze scolastiche, investendo contemporaneamente nell’adeguamento climatico degli edifici scolastici, permetterebbe di spostare una parte dei flussi turistici verso maggio-giugno e settembre-ottobre. Ne deriverebbero minore congestione nei mesi più caldi, un utilizzo più lungo delle infrastrutture turistiche e una maggiore capacità del settore di adattarsi sia al cambiamento climatico sia all’evoluzione delle preferenze dei viaggiatori.

Sintesi dell’articolo «Se cambi la vacanza, cambi anche la spiaggia», di Stefano Castriota, pubblicato su lavoce.info il 3 settembre 2026.

CASTRIOTA, Se cambi la vacanza, cambi anche la spiaggia, da lavoce.info

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