Migrazioni internazionali, un argine al declino demografico e all’invecchiamento dell’Italia. Un articolo su Neodemos

Quanto hanno inciso oltre quarant’anni di migrazioni internazionali sulla popolazione italiana? Nell’articolo pubblicato su Neodemos, Salvatore Strozza ricostruisce, attraverso il metodo delle coorti-componenti, come sarebbero cambiate la dimensione e la struttura per età della popolazione residente se dal 1982 non vi fossero state migrazioni con l’estero.

I risultati mostrano un impatto molto rilevante: all’inizio del 2026 l’Italia conta circa 58,9 milioni di residenti, contro i 51,5 milioni che avrebbe avuto in assenza delle migrazioni internazionali, con una differenza di oltre 7,4 milioni di persone.

L’apporto migratorio non ha invertito le tendenze demografiche di fondo, ma ne ha attenuato gli effetti: ha sostenuto le nascite e le generazioni più giovani, rafforzato in misura significativa la popolazione in età lavorativa e rallentato l’invecchiamento. Senza le migrazioni, gli over 65 rappresenterebbero oggi il 27,8% della popolazione anziché il 25,1%.

Un contributo di particolare interesse nel dibattito sul futuro demografico del Paese e sulle politiche necessarie per affrontare denatalità, invecchiamento e riduzione della popolazione attiva.

STROZZA, Dimensione e struttura per età della popolazione residente in Italia, l’impatto di oltre 40 anni di migrazioni internazionali

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