L’aumento dell’inflazione, salita a settembre al 4,2% su base annua secondo la stima preliminare dell’Istat, colpisce soprattutto le famiglie con i redditi più bassi. A pesare è in particolare il forte rincaro dell’energia, con elettricità, gas e carburanti che registrano un aumento del 22,3% rispetto a settembre 2025.
A lanciare l’allarme è l’Alleanza contro la Povertà, della quale ALI – Autonomie Locali Italiane è tra le associazioni fondatrici. Il portavoce Antonio Russo sottolinea come l’inflazione agisca di fatto come una “tassa regressiva”, che incide maggiormente sulle famiglie meno abbienti e anche su molti lavoratori i cui salari non riescono a mantenere il potere d’acquisto. In Italia vivono in povertà assoluta oltre 5,7 milioni di persone, appartenenti a circa 2,2 milioni di famiglie.
L’Alleanza chiede quindi di passare dalle misure temporanee a interventi strutturali: una misura universalistica e diretta di contrasto alla povertà, capace di sostenere anche chi lavora con salari insufficienti; una riforma del welfare che rafforzi servizi sociali, servizi per il lavoro, enti locali e reti territoriali; il potenziamento delle anagrafi della fragilità e degli strumenti comunali per contrastare la povertà energetica e proteggere preventivamente le persone più vulnerabili nei periodi climatici critici.
Proposte che l’Alleanza intende ribadire anche in occasione dell’audizione parlamentare sulla Legge di Bilancio, richiamando l’attenzione sul rischio di un ulteriore aumento della povertà assoluta nel Paese.




