Il 25 settembre l’Italia ha trasmesso alla Commissione europea la proposta di Piano Nazionale di Ripristino della Natura (PNRN), quasi un mese dopo la scadenza del 1° settembre prevista dal Regolamento (UE) 2024/1991.
Al 26 settembre risultavano trasmessi 9 Piani su 27 Stati membri. Il quadro europeo è ancora incompleto, ma emerge già una differenza importante sul piano della trasparenza: Austria, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia hanno reso disponibili sui propri portali nazionali il Piano o una documentazione sostanziale del progetto; in Irlanda è disponibile la versione sottoposta a consultazione e il Lussemburgo ha annunciato la pubblicazione del testo trasmesso. In Italia, invece, il documento inviato alla Commissione non è accessibile al pubblico.
Nel comunicato con cui ha annunciato l’invio, il MASE afferma che il percorso ha previsto la consultazione pubblica dal 23 aprile al 24 giugno e “successivi momenti di confronto” [in realtà cinque incontri on line] rispettivamente con associazioni ambientaliste, agricole, forestali, della pesca, venatorie e rappresentative degli ambienti urbani. Salviamo il Paesaggio ha partecipato a quello del 15 luglio con le associazioni ambientaliste e il 23 luglio sugli ecosistemi urbani e, in assenza, dei materiali ufficiali del Ministero, abbiamo pubblicato i report dei due incontri per divulgare i contenuti discussi, le criticità e le questioni emerse.
Salviamo il Paesaggio aveva attivato dal dicembre dello scorso anno la campagna #RipristiniamolaNatura, con la quale sono state raccolte e trasmesse numerose segnalazioni di ecosistemi, aree degradate e proposte di ripristino da inserire nel Piano, poi trasmesse anche attraverso la consultazione pubblica. Un lavoro realizzato insieme ad associazioni, comitati e realtà territoriali che hanno messo a disposizione conoscenze, dati e casi concreti. È quindi del tutto legittimo che chi ha partecipato alla consultazione pubblica e ha contribuito con proposte puntuali possa e voglia ora conoscere se le segnalazioni siano state accolte, escluse o modificate e con quali motivazioni.
Il Ministero ha quindi un dovere di informazione sull’esito della partecipazione e delle scelte compiute nel testo trasmesso a Bruxelles, anche alla luce del regolamento europeo secondo cui gli Stati membri devono adoperarsi perché la preparazione del Piano sia “aperta, trasparente, inclusiva ed efficace” e deve far sì che al pubblico e ai portatori di interesse siano offerte possibilità effettive di partecipazione.
Al contrario, il percorso italiano presenta criticità evidenti: non è stato reso pubblico un quadro completo delle osservazioni ricevute, della loro valutazione e delle motivazioni con cui siano state accolte, respinte o modificate; soprattutto, non è pubblico il testo effettivamente inviato alla Commissione.
Sappiamo che dopo la consultazione sono intervenute osservazioni delle Regioni, del MASAF e, per gli ecosistemi urbani, le richieste di modifica avanzate da ANCI. Senza poter leggere il Piano trasmesso non è possibile valutare come siano cambiate le misure rispetto alla versione proposta ai cittadini.
In particolare, riteniamo indispensabile conoscere se e in quale misura siano state recepite le indicazioni di ANCI sulle misure ISPRA relative all’articolo 8. Le proposte di ANCI miravano a eliminare o ridimensionare alcune salvaguardie relative agli ecosistemi urbani e alla pianificazione, condivise e apprezzate da ANCE, l’associazione dei costruttori. Si tratta di orientamenti che, nel dibattito pubblico, rappresentavano posizioni minoritarie rispetto a quelle espresse dalle associazioni ambientaliste e da esponenti del mondo accademico e scientifico. Proprio per questo la pubblicazione del testo è indispensabile: solo così è possibile verificare quale ambito di interessi sia stato scelto dal Governo e su quali basi tecnico-scientifiche.
Le dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida rendono la questione ancora più rilevante. Nel comunicato sull’invio del Piano il Ministro afferma che il Governo ha lavorato per contrastare quelle che definisce le “follie del Green Deal”, intervenendo sulle misure ritenute penalizzanti per imprese e comunità.
Parole che colpiscono dopo un’estate segnata da caldo eccezionale, siccità e crisi idrica, con conseguenze dirette anche sull’agricoltura. Lo stesso mondo agricolo, pur esprimendo posizioni diverse sul Piano, ha più volte richiamato la necessità di migliorare la gestione dell’acqua, recuperare suolo agricolo, prevenire il dissesto e rafforzare la resilienza dei territori. Presentare il ripristino della natura come un insieme di vincoli rischia quindi di oscurarne la funzione di protezione delle attività agricole dagli effetti della crisi climatica, perché una parte rilevante delle misure di resilienza di cui l’agricoltura stessa ha bisogno passa proprio dalla qualità dei suoli, dalla disponibilità idrica e dal funzionamento degli ecosistemi.
La Commissione europea dispone ora di sei mesi per valutare la proposta. MASE e MASAF potranno quindi integrarla sulla base delle osservazioni europee, prima della trasmissione definitiva entro settembre 2027.
La trasparenza serve quindi adesso, mentre il Piano è ancora suscettibile di modifiche, non quando il procedimento sarà concluso.
Dove consultare i documenti e i portali nazionali
I report sono disponibili qui: Piano Nazionale di Ripristino: i report degli incontri con i portatori di interesse
- Quadro UE – portale BISE/EEA con i riferimenti nazionali
- Austria – portale nazionale sul ripristino della natura
- Bulgaria – comunicazione ufficiale sulla trasmissione
- Irlanda – consultazione e draft del Piano
- Italia – comunicato MASE sulla trasmissione del PNRN
- Lussemburgo – portale ufficiale sul Piano di ripristino
- Paesi Bassi – Ontwerp-Natuurplan
- Portogallo – progetto del Plano Nacional de Restauro da Natureza e documentazione
- Spagna – Plan Nacional de Restauración, documenti e allegati
- Svezia – Sveriges utkast till Nationell restaureringsplan
30 Settembre 2026 salviamoilpaesaggio
a cura di Jasmine La Morgia (Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio)
Natura, l’Italia ha trasmesso alla Commissione Ue la proposta di Piano Nazionale di Ripristino




