SUSSIDI AMBIENTALI DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE: PUBBLICATO IL TERZO CATALOGO

In Italia su una stima totale di 19,7 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi (Sad), ben 17,7 miliardi sono sussidi alle fonti fossili, accanto a questi ci sono i sussidi di incerta classificazione (8,6 miliardi di euro) e quelli ambientalmente favorevoli (Saf), pari a 15,3 miliardi di euro. Un riordino dei sussidi ambientalmente dannosi sarà incluso, come ha dichiarato il Ministro dell’economia Roberto Gualtieri, nella riforma del fisco di cui si sta discutendo.

Questo quanto emerge dal terzo Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli, pubblicato dal Ministero dell’ambiente in ottemperanza all’ art. 68, della legge 221/2015.

Questa terza edizione del Catalogo include un aggiornamento sui nuovi sussidi. Il lavoro di aggiornamento del Catalogo ha portato all’individuazione di 14 nuovi sussidi distribuiti nei settori dell’Energia, dei Trasporti e degli Altri Sussidi. Alcuni erano presenti da tempo a livello locale: riduzione ed esenzioni della tassa automobilistica regionale (quattro sussidi diversi) e certificazioni ambientali ISO-EMAS (due sussidi). Otto misure sono state introdotte a partire dal 2019 (Legge di Bilancio 2019, Decreto Crescita Economica dell’aprile 2019) e sono state valutate con la qualifica di SAF. In particolare, il legislatore ha concentrato la propria azione sull’incentivazione della mobilità sostenibile e del riuso e riciclo dei rifiuti nel settore produttivo. Questo evidenzia particolare attenzione rispetto a due macro-temi dell’agenda politica odierna, l’inquinamento atmosferico locale e l’economia circolare.

Il Catalogo propone anche un esercizio empirico in cui si simula l’effetto della rimozione dei sussidi ai combustibili fossili e il riutilizzo del gettito recuperato in tre diversi scenari di policy:

  1. la rimozione del sussidio comporta solo una riduzione del debito;
  2. le entrate derivanti dalla rimozione sono utilizzate in misura uguale per finanziare tre forme di spesa: i) aumentare gli attuali risparmi di bilancio, ii) sovvenzionare le fonti rinnovabili e iii) migliorare l’efficienza energetica del settore industriale;
  3. i risparmi vengono riciclati in un’unica soluzione per ridurre il cosiddetto cuneo fiscale del lavoro “qualificato” impiegato nei settori meno energy-intensive per favorire la transizione ecologica.

L’esercizio, come si legge nel Catalogo, vuole arricchire il dibattito sul tema ed è rilevante, considerati gli impegni precisi presi dall’Italia con l’Accordo di Parigi e i partner G7 sulla rimozione dei sussidi ai combustibili fossili entro il 2025.


MINAMBIENTE-SUSSIDI AMBIENTALI-catalogo-2019

Precedente

DOPPIA PREFERENZA DI GENERE: ANCHE IN LIGURIA APPROVATA LA LEGGE

Successivo

SCUOLA, PISANO: “A SETTEMBRE GARA FIBRA”