Legge di Bilancio, ALI: “Mille Comuni contro i tagli decisi dal Governo”

Obiettivo mille Comuni. ALI (Autonomie Locali Italiane) ha inviato a tutti i Comuni e Province italiane un ordine del giorno, da votare e approvare nei rispettivi consigli comunali e provinciali, per chiedere formalmente al Governo di azzerare i tagli agli enti locali previsti dalla Legge di Bilancio.

“La Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri e all’esame del Parlamento – si legge nel documento – dispone, per la prima volta dopo sette anni, tagli di risorse per gli enti locali: 200 milioni in meno per i Comuni e 50 milioni per le Province e le Città metropolitane, tra il 2024 e il 2025, più un taglio aggiuntivo di 100 milioni per i Comuni e 50 per province e Città metropolitane. Inoltre, mancano del tutto le risorse per sterilizzare gli effetti della perequazione misurata sulla differenza tra le capacità fiscali e i fabbisogni standard dei Comuni, sono stati tagliati anche i trasferimenti per affrontare l’emergenza abitativa e non sono stati ripristinati quelli a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.

Le misure rischiano di mettere in seria crisi gli equilibri di bilancio, soprattutto dei comuni finanziariamente più deboli, d’impedire la realizzazione del PNRR e di impoverire la capacità di assicurare i servizi locali per tutti i Comuni, e questo proprio nel momento di maggiore bisogno per il riflessi negativi dell’inflazione e con la forte crescita delle povertà, confermata dai report dell’ISTAT.

«Con l’odg i Comuni si uniscono per chiedere al Governo di azzerare i tagli di risorse previsti in Manovra, ma non solo – spiega Valerio Lucciarini De Vincenzi, Segretario nazionale di ALI a margine del Consiglio nazionale di ALI, che si è svolto a Roma, al Tempio di Adriano, e al quale hanno partecipato tra gli altri Matteo Ricci, Achille Variati, Marco Minniti, Antonio Misiani –. Il quadro generale delineato dalla Manovra è fortemente imprudente e rischioso per la tenuta economica, finanziaria e sociale del Paese. Gli allarmi e le critiche tecniche molto serie delle istituzioni di controllo più autorevoli, quali Bankitalia, Corte dei Conti e Upb, lo confermano. Anche le richieste formalizzate dall’Anci e dall’Upi nelle audizioni parlamentari sono state disattese. Per questo vogliamo alzare la voce con precise richieste all’esecutivo. Gli enti locali – prosegue il Segretario nazionale di ALI – oltre a un netto NO ai tagli, chiedono che sia garantita la sterilizzazione degli gli effetti della perequazione, sia consentito agli enti l’utilizzo delle economie di gara derivanti dai ribassi d’asta per i progetti del PNRR al fine di concorre ad affrontare gli aumenti dei costi che si devono sostenere; che si rifinanzi e si potenzi il Fondo nazionale per il sostegno agli affitti e che, in attesa di un organico Piano nazionale per la casa che i Comuni rivendicano, e sia assicurato il finanziamento di tutti i progetti PINQuA ammissibili. È necessario inoltre che si restituiscano 350 milioni sottratti nel Decreto Anticipi agli interventi a sostegno della disabilità. Infine, non meno importante, sul tema delle riforme, i sindaci chiedono che si avvii con urgenza una riforma complessiva del governo del territorio, che leghi insieme rigenerazione urbana, politiche abitative e difesa del suolo, che finalizzi risorse affidando ad un’agenzia nazionale, articolata per regioni, la realizzazione di azioni di prevenzione del rischio idrogeologico, e che si porti a compimento – conclude Lucciarini – la riforma del reato di abuso di ufficio concludendo l’iter parlamentare già avviato».

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