Rinnovabili. In Italia il 2025 segna una frenata dopo quattro anni di corsa. Nuove installazioni in calo dell’8,2%

Il 2025 si è chiuso con un segnale di arresto per il settore delle energie pulite in Italia, interrompendo un ciclo di crescita che durava da quattro anni. Secondo i dati di ANIE Rinnovabili, la nuova potenza installata si è fermata a 6,2 GW, registrando una flessione complessiva dell’8,2% rispetto all’anno precedente. A pesare in modo determinante è stato il rallentamento del fotovoltaico, che pure rimane il motore principale del comparto, insieme a un contributo ancora troppo contenuto da parte di eolico e idroelettrico. L’unico dato in controtendenza riguarda gli interventi di potenziamento sugli impianti già in esercizio, che hanno segnato un incremento del 16% grazie soprattutto all’apporto delle bioenergie.

Il peso dell’incertezza normativa sugli investimenti

Le ragioni di questa contrazione sono da ricercare nella complessa stratificazione normativa che ha caratterizzato gli ultimi anni. Il settore ha dovuto fare i conti con continui cambiamenti nelle regole del gioco, passando dalle evoluzioni dei vari Bonus edilizi alle incertezze sui decreti FER, fino alle dispute sulle aree idonee e alla tassazione degli extraprofitti. Questa instabilità ha creato colli di bottiglia negli iter autorizzativi e di connessione, i cui effetti si manifestano spesso a distanza di anni. Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili, ha sottolineato come la stabilità normativa sia oggi l’unico strumento reale per sbloccare gli investimenti necessari a fronteggiare l’alto costo dell’energia elettrica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Analisi dei comparti tra fotovoltaico ed eolico

Il fotovoltaico ha connesso 5,6 GW nel 2025, subendo un calo dell’8% su base annua. Nonostante la flessione, il settore ha mostrato una forte resilienza nell’ultimo trimestre dell’anno, evitando un tracollo peggiore. Mentre i segmenti residenziale e industriale hanno continuato a contrarsi, le grandi installazioni di taglia utility scale hanno mostrato segnali di crescita, raccogliendo i frutti dei titoli autorizzativi ottenuti negli anni passati. Anche l’eolico ha registrato una flessione dell’8% con 563 MW installati, concentrati quasi totalmente in Puglia. Resta invece critica la situazione dell’eolico offshore, frenato da un quadro normativo considerato anacronistico rispetto alle attuali esigenze di mercato.

Idroelettrico e bioenergie tra obiettivi raggiunti e nuove sfide

L’idroelettrico ha visto una riduzione della nuova potenza connessa del 22%, sebbene l’Italia abbia già superato con largo anticipo gli obiettivi di potenza fissati dal PNIEC per il 2030. La sfida per questa tecnologia non è più legata alla nuova capacità, ma all’ammodernamento delle grandi centrali esistenti e alla gestione del rinnovo delle concessioni. Per quanto riguarda le bioenergie, il 2025 ha visto l’ingresso di soli 14 MW di nuova potenza, con un calo drastico rispetto al 2024. In questo scenario, la produzione complessiva delle rinnovabili ha coperto il 41,1% della domanda elettrica nazionale, un dato in leggera discesa rispetto all’anno precedente anche a causa di condizioni meteo sfavorevoli che hanno penalizzato la produzione idroelettrica.

Verso il 2030 tra potenziamenti e nuovi traguardi

Il consolidamento della transizione energetica italiana passerà sempre più dalla gestione del parco impianti esistente. Nel 2025, le attività di repowering hanno raggiunto la quota significativa di quasi 1 GW, dimostrando che il mercato si sta spostando verso una manutenzione evolutiva per massimizzare la resa delle tecnologie già installate. Tuttavia, la sfida verso il 2030 resta imponente. Per traguardare i 131 GW richiesti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, l’Italia dovrà incrementare la propria potenza rinnovabile del 57% nei prossimi cinque anni, un obiettivo che richiede un approccio molto più ambizioso e una drastica semplificazione burocratica.

Italy for Climate, 2025, rinnovabili

Rinnovabili, tra numeri e falsi miti, nel 2025 rallenta la corsa degli impianti

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