Il volume “Il PNRR dell’Italia. Metodi e strumenti per politiche economiche possibili”, curato da Pierciro Galeone e Walter Tortorella per IFEL, propone una lettura del Piano non solo come programma di spesa, ma come occasione per innovare in modo strutturale il modo di fare politiche pubbliche in Italia. Al centro c’è il passaggio da una logica orientata alle risorse a una logica fondata su risultati misurabili, target, milestone e responsabilità verificabili.
Secondo lo studio, il PNRR ha agito come un vero “contratto di performance”, costringendo amministrazioni e territori a lavorare per obiettivi, tempi certi e monitoraggio continuo. Questa esperienza ha rafforzato la capacità attuativa, soprattutto a livello locale, e ha reso più credibili le scelte di politica economica, anche grazie a strumenti di coordinamento, semplificazione normativa, supporto tecnico e digitalizzazione dei processi. Il punto decisivo, però, riguarda il dopo PNRR.
La sfida, infatti, non è soltanto completare gli investimenti, ma trasformare il metodo introdotto dal PNRR in una base stabile per politiche pubbliche più prevedibili, valutabili e fondate su evidenze condivise. Accanto agli elementi positivi, il libro richiama anche alcune criticità: la forte centralizzazione degli obiettivi, la frammentazione dell’attuazione, il rischio di misurare soprattutto la compliance più che gli effetti reali, e il nodo della gestione futura delle opere realizzate, che richiederanno risorse correnti per funzionare e produrre impatto.
Il PNRR e gli strumenti per le politiche economiche. Recensione




