Il documento “Stato di attuazione degli interventi di PNRR e PNC oggetto di controllo nel 2025” pubblicato dalla Corte dei conti, che ha esaminato 34 misure PNRR e 4 programmi PNC, con verifica dello stato di avanzamento finanziario, fisico e procedurale al 31 dicembre 2025, fa emergere alcune criticità per ambiti di intervento.
Digitalizzazione e notifiche digitali. Alcuni interventi risultano in linea o già oltre target, ma permangono criticità specifiche: per la piattaforma SEND la Corte segnala difficoltà nel completamento della rete di assorbimento del divario digitale, il mancato accesso di Agenzia delle entrate e Agenzia delle entrate-Riscossione come primari notificatori e l’esigenza di garantire continuità progettuale nella cessione di PagoPA.
Patrimonio culturale e luoghi di culto. La misura sulla sicurezza sismica dei luoghi di culto presenta criticità rilevanti: non coincidono i dati comunicati dalle amministrazioni con quelli presenti in ReGiS; molti interventi risultano ancora in progettazione; i lavori conclusi sono molto inferiori rispetto al nuovo target; le erogazioni risultano prevalentemente in anticipazione, con poche richieste di saldo.
Turismo. La misura sul Fondo nazionale turismo ha raggiunto meno del 50% dell’obiettivo finale di riqualificazione di almeno 12 proprietà immobiliari. Le difficoltà attuative hanno portato all’eliminazione del target europeo con la revisione del 27 novembre 2025.
Comunità energetiche e autoconsumo. La misura sulle CER è stata oggetto di rimodulazioni profonde: riduzione del target di capacità produttiva, trasformazione dell’incentivo da prestito a contributo a fondo perduto e sostituzione del target finale con una milestone. Al 31 dicembre 2025 risultano molte domande, ma un numero molto più limitato di istanze ammesse e convenzioni sottoscritte.
Teleriscaldamento. È uno degli ambiti più critici: la dotazione è stata ridotta da 200 a 118 milioni; 15 progetti sono stati esclusi per incompatibilità con il principio DNSH; al 31 dicembre 2025 restano attivi 30 progetti. La Corte afferma che lo stato di avanzamento fisico fa temere il mancato rispetto della scadenza finale.
Infrastrutture idriche. Gli interventi per l’approvvigionamento idrico scontano l’eterogeneità delle fonti di programmazione, la varietà dei fabbisogni infrastrutturali e la molteplicità dei soggetti attuatori coinvolti. Il rischio principale è la complessità gestionale nella fase conclusiva.
Infrastrutture ferroviarie e stradali. La Corte richiama la necessità di rivedere la pianificazione per programmi con molti soggetti attuatori, come il rafforzamento delle linee regionali, e per interventi complessi come quelli relativi al traforo del Gran Sasso nell’ambito A24-A25.
Sanità. Restano ritardi nel potenziamento dei posti letto di terapia intensiva e semintensiva, rispettivamente al 63% e 65% del valore target, e nell’ammodernamento dei pronto soccorso, con 228 interventi conclusi su 310 previsti. La Corte chiede di accelerare le attività e rafforzare monitoraggio e allineamento dei dati ReGiS.
Infrastruttura digitale sanitaria. Alcuni interventi non sono associati a specifici milestone e target, rendendo la valutazione limitata ai piani operativi. La Corte segnala scostamenti e raccomanda di rafforzare coordinamento, monitoraggio, riprogrammazione delle risorse non utilizzate e alimentazione tempestiva di ReGiS.
REPowerEU – autobus a zero emissioni. Lo strumento finanziario ha registrato scarso interesse: 12 domande presentate, solo 2 ammissibili, per poco più di 10 milioni. La misura è stata quindi definanziata e le risorse riallocate.
da osservatoriorecovery.it
Corte dei Conti_Delibera_ 46_2026_ammstato
Corte dei conti, l’avanzamento 2025 degli interventi Pnrr e Pnc




