È online il numero di maggio di Governare il Territorio, la rivista di ALI – Autonomie Locali Italiane dedicata ai temi delle autonomie, della coesione sociale e delle trasformazioni che attraversano città e territori. Un numero che mette al centro il diritto all’abitare, il ruolo delle comunità locali nell’Europa che cambia, le sfide poste dall’intelligenza artificiale e la necessità di nuove politiche per le aree interne e montane.
Ad aprire il numero è il racconto della presentazione del nuovo numero di Eutopica alla Facoltà di Architettura di Roma Tre, dedicato al tema “Casa: la nuova questione sociale”. Nel confronto promosso da ALI sono intervenuti Roberto Gualtieri, Tobia Zevi, Emily Clancy, Laura Lieto e il Rettore Massimiliano Fiorucci. Al centro del dibattito il diritto ad abitare, gli effetti degli affitti brevi e la necessità di nuove politiche pubbliche sulla casa. “La casa è la nuova grande questione sociale”, ha affermato Gualtieri nel corso dell’iniziativa.
Spazio poi all’Assemblea regionale di ALI Sardegna, svoltasi a Quartu Sant’Elena, che ha rilanciato il ruolo strategico degli enti locali nella costruzione degli Stati Uniti d’Europa. Dal confronto tra amministratori e amministratrici è emersa l’esigenza di un’Europa più vicina ai cittadini, fondata sulla prossimità, sul rafforzamento delle autonomie territoriali e sulla coesione sociale, con la Sardegna indicata come possibile laboratorio di innovazione istituzionale.
Nel suo editoriale, il direttore Matteo Ricci riflette invece sull’enciclica di Papa Leone XIV dedicata all’intelligenza artificiale e sul rapporto tra tecnologia, politica e comunità. Un richiamo forte alla necessità che la politica torni a governare i processi tecnologici, evitando che l’IA rafforzi disuguaglianze e concentrazione del potere nelle grandi piattaforme digitali. La sfida, scrive Ricci, è scegliere la comunità e la partecipazione democratica contro la logica degli algoritmi.
Ampio spazio anche alla mobilitazione dei sindaci contro il declassamento dei comuni montani. La protesta delle amministrazioni locali denuncia gli effetti penalizzanti del Dpcm sulle aree interne e chiede una revisione del provvedimento, sostenuta anche dai ricorsi al TAR del Lazio. ALI sostiene la battaglia dei territori montani, considerandola una questione di equità territoriale e di giustizia sociale.
Nella sezione “News dall’Europa” si affronta il tema del futuro bilancio europeo 2028-2034 e del ruolo dei territori nella governance dei fondi UE. Il Comitato europeo delle Regioni chiede infatti maggiore coinvolgimento di Comuni e autonomie locali nella gestione delle politiche europee, opponendosi a una centralizzazione delle decisioni. Dal Comitato delle Regioni arriva il contributo di Luca Menesini sul nuovo principio “Do no harm to cohesion”, per impedire che le politiche europee producano nuove disuguaglianze territoriali.
Per la rubrica “News dal Parlamento”, il numero propone un approfondimento sul Piano Casa e sulla necessità di restituire centralità ai Comuni nelle politiche dell’abitare. Tra edilizia sociale, recupero degli immobili inutilizzati e rigenerazione urbana, il rischio evidenziato è quello di privilegiare gli equilibri finanziari rispetto ai bisogni sociali più urgenti, senza strumenti adeguati per contrastare la crisi abitativa e gli effetti degli affitti brevi.
Nello spazio dedicato agli approfondimenti giuridici, l’Avv. Andrea Pensi analizza una recente e rilevante pronuncia del Consiglio di Stato in materia di project financing. Recependo un orientamento della Corte di giustizia dell’Unione europea, la sentenza dichiara incompatibile con il diritto europeo l’istituto della prelazione riconosciuto al promotore, ritenendo che esso alteri la concorrenza consentendo di adeguare la propria offerta dopo la conclusione della gara. Un principio destinato ad avere effetti significativi anche sul nuovo Codice dei contratti pubblici e sulle procedure ancora in corso, con importanti ricadute per amministrazioni e operatori del settore.
Chiude il numero la sezione dedicata alle Buone Pratiche, con l’esperienza del Comune Campoli Appennino e dell’Area Faunistica dell’Orso. Un progetto che ha trasformato la tutela della biodiversità in una leva di sviluppo sostenibile, rafforzando identità territoriale, turismo responsabile ed educazione ambientale. Un esempio concreto di come le aree interne possano costruire futuro puntando su natura, autenticità e collaborazione tra comunità ed enti locali.




