Dalla mobilità privata alla mobilità pubblica, leggi la proposta di ALI per il Trasporto pubblico locale

Un abbonamento annuale da 50 euro per utilizzare il trasporto pubblico urbano, extraurbano e regionale, con esclusione dell’alta velocità. È questo il cuore della proposta di ALI – Autonomie Locali Italiane per cambiare il modo in cui ci si sposta ogni giorno e rendere il trasporto pubblico una scelta davvero conveniente.

La misura fa parte di un piano da 5 miliardi di euro l’anno, pensato non solo per abbassare il costo degli abbonamenti, ma anche per rafforzare il sistema del trasporto pubblico locale, aumentare i mezzi in circolazione, migliorare le frequenze e sostenere il personale.

Il punto di partenza è semplice: in Italia l’auto privata continua a essere il mezzo di gran lunga più utilizzato. Nel 2024 il 61,1% degli spostamenti medi giornalieri è avvenuto in automobile, mentre solo il 9,1% con il trasporto pubblico. Il parco auto ha raggiunto 41,3 milioni di veicoli e il tasso di motorizzazione ha superato le 70 auto ogni 100 abitanti.

Non è solo una questione di abitudini. In molte aree del Paese il trasporto pubblico non è ancora abbastanza capillare, frequente o conveniente da rappresentare una vera alternativa. Dove invece l’offerta funziona, la domanda cresce. Nel 2024 i viaggiatori giornalieri sui treni regionali hanno superato i 2,5 milioni.

Tre miliardi per portare gli abbonamenti a 50 euro

La parte più consistente del piano riguarda proprio il costo degli abbonamenti. ALI propone di destinare 3 miliardi di euro l’anno alla riduzione a 50 euro degli abbonamenti urbani, extraurbani e regionali.

La scelta di intervenire sugli abbonamenti, e non sulla gratuità generalizzata dei singoli viaggi, è precisa. L’obiettivo è sostenere chi usa il trasporto pubblico ogni giorno e rendere più conveniente una scelta continuativa rispetto all’auto.

Un biglietto singolo accompagna uno spostamento occasionale. Un abbonamento, invece, può entrare nella routine quotidiana di chi si muove per lavoro, studio, visite mediche o altre necessità. Abbassarne drasticamente il costo significa quindi provare a incidere davvero sulle abitudini di mobilità.

C’è anche un tema sociale. Il costo degli spostamenti pesa sempre di più sui bilanci familiari e può diventare un ostacolo concreto all’accesso al lavoro, alla formazione e ai servizi.

Ma abbassare i prezzi non basta

Rendere gli abbonamenti più economici ha senso solo se il trasporto pubblico è in grado di reggere un aumento della domanda. Per questo la proposta di ALI mette insieme tre interventi.

Oltre ai 3 miliardi destinati agli abbonamenti a 50 euro, 1,2 miliardi servirebbero a rafforzare la base finanziaria del trasporto pubblico locale. Altri 800 milioni sarebbero destinati invece a nuovi mezzi, più frequenze e più personale nei territori dove l’aumento degli abbonati richiederà un potenziamento del servizio.

L’idea è evitare un effetto molto semplice: più persone sui mezzi senza più mezzi a disposizione. Una politica tariffaria efficace deve andare di pari passo con un miglioramento dell’offerta.

Dall’emergenza a una politica stabile

La proposta nasce anche dal dibattito sugli interventi messi in campo per contenere il costo dei carburanti.

Secondo ALI, continuare a intervenire solo sulle emergenze significa spendere risorse per rendere temporaneamente meno costoso il modello di mobilità esistente, senza però costruire un’alternativa.

La proposta è quindi destinare in modo stabile una quota della fiscalità generale sui carburanti al trasporto pubblico locale. In questo modo le risorse non dipenderebbero più da misure straordinarie o da situazioni contingenti, ma diventerebbero parte di una politica strutturale.

Il punto non è penalizzare chi usa l’automobile. In molti territori, oggi, l’auto resta una scelta obbligata perché non esistono alternative sufficienti. L’obiettivo è proprio creare quelle alternative.

Una riforma da costruire con le Regioni

Il trasporto pubblico locale è una materia che coinvolge direttamente le Regioni e per questo la proposta prevede un percorso condiviso.

Il quadro nazionale dovrebbe fissare risorse, obiettivi e criteri, mentre l’attuazione verrebbe definita insieme alle Regioni attraverso la Conferenza Stato-Regioni e l’adeguamento progressivo dei contratti di servizio.

Nei primi 12 mesi la riduzione degli abbonamenti partirebbe dalle città capoluogo e dai principali bacini pendolari. Nei successivi 24-36 mesi la misura verrebbe progressivamente estesa a livello nazionale, collegando l’allargamento al miglioramento dell’offerta.

Ogni anno andrebbero poi misurati l’aumento della domanda e i risultati ottenuti, per spostare le risorse dove servono di più.

Cinque miliardi l’anno per cambiare il trasporto pubblico

La proposta mette quindi insieme tre leve: abbonamenti a 50 euro, maggiore stabilità finanziaria del sistema e più risorse per migliorare il servizio.

L’obiettivo è intervenire contemporaneamente sul costo degli spostamenti e sulla qualità dell’offerta. Perché un trasporto pubblico più economico può convincere più persone a usarlo, ma solo un trasporto pubblico più frequente, capillare e affidabile può trasformare quella scelta in un’abitudine.

ALI si impegna inoltre a portare la proposta nei Comuni associati, promuovendo ordini del giorno nei Consigli comunali per chiedere l’attuazione della misura.

Cinque miliardi di euro l’anno, con un’idea di fondo molto chiara: rendere il trasporto pubblico più conveniente e allo stesso tempo più forte, per dare a più persone una vera possibilità di scelta negli spostamenti quotidiani.

Precedente

Bonus asili nido: sostiene l’occupazione delle madri, ma servono più servizi e lavoro femminile. Un articolo su lavoce.info

Successivo

Clima, la proposta di ALI: un Piano nazionale 2027-2035 per rendere le città più sicure e vivibili