Arrivano segnali incoraggianti sul fronte dell’efficienza energetica in Italia, ma il percorso verso gli obiettivi europei resta ancora complesso. È quanto emerge dal report dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, intitolato “L’efficienza energetica in Italia. Quadro attuale e prospettive nei settori industria, terziario e pubblica amministrazione”.
Lo studio, commissionato da MCE – Mostra Convegno Expocomfort, analizza l’andamento dei consumi energetici e le prospettive di sviluppo nei principali settori economici, offrendo una fotografia aggiornata delle dinamiche in corso.
Consumi in calo nel decennio, ma il 2024 segna un’inversione
Nel corso dell’ultimo decennio, l’Italia ha registrato una riduzione media dei consumi finali di energia compresa tra l’1% e il 2% annuo, un risultato influenzato anche dall’aumento dei prezzi energetici.
Il 2024 ha però segnato un’inversione di tendenza, con un incremento dei consumi pari a circa l’1,5% rispetto all’anno precedente. Un dato che evidenzia come il percorso verso una maggiore efficienza non sia lineare e resti esposto a variabili economiche e di mercato.
Il divario rispetto agli obiettivi del PNIEC
Nonostante i progressi, permane una distanza significativa rispetto agli obiettivi fissati dal PNIEC. Il piano prevede infatti una riduzione dei consumi finali da 110 Mtep nel 2024 a 101,7 Mtep entro il 2030.
Secondo Vittorio Chiesa, presidente del Comitato Scientifico di MCE, il percorso verso un sistema energetico più efficiente e sostenibile rappresenta una delle principali sfide per il Paese, ma anche una grande opportunità di sviluppo.
Le criticità delle politiche pubbliche
Sul fronte delle politiche pubbliche, il report evidenzia risultati ancora limitati. Il piano Transizione 5.0 ha generato un risparmio inferiore all’1,2% rispetto all’obiettivo di 400 ktep previsto per il periodo 2024-2026.
Le recenti semplificazioni normative hanno comunque favorito una crescita delle risorse prenotate, che a novembre 2025 hanno raggiunto quasi i 2 miliardi di euro. Un segnale positivo che indica un rinnovato interesse da parte delle imprese.
PNRR e incertezze sulle risorse
Un elemento di criticità riguarda la rimodulazione del PNRR, che ha ridotto gli stanziamenti destinati alla misura da 6,2 a 2,5 miliardi di euro.
Questa revisione rende più incerto l’accesso agli incentivi, in attesa dell’approvazione da parte della Commissione Europea, e rischia di rallentare gli investimenti necessari per migliorare l’efficienza energetica nei diversi settori.
Una sfida strategica per il futuro energetico
Il quadro delineato dal report evidenzia dunque un sistema in evoluzione, con segnali positivi ma anche criticità da affrontare. La transizione verso un modello energetico più efficiente richiede interventi strutturali, stabilità normativa e risorse adeguate.
Per l’Italia, si tratta di una sfida strategica che coinvolge industria, terziario e pubblica amministrazione, con l’obiettivo di coniugare sostenibilità ambientale, competitività economica e sicurezza energetica.
Politecnico Milano Campagna Osservatori 2026




