La riforma della sanità territoriale finanziata dal PNRR procede a velocità molto diverse sul territorio nazionale e, almeno per ora, mostra forti squilibri regionali. Gli Ospedali di comunità, pensati per assistere pazienti fragili e cronici che non necessitano del ricovero in ospedale tradizionale, risultano infatti attivi soprattutto in poche aree del Centro-
Nord: su 163 strutture operative a fine 2025, ben 118 si concentrano in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, mentre nel Mezzogiorno se ne contano complessivamente solo 23.
Il rischio è che, alla scadenza europea di giugno 2026, il target nazionale possa essere raggiunto solo parzialmente e con una distribuzione molto disomogenea. A fronte di 594 Ospedali di comunità programmati, quelli da attivare entro l’estate per rispettare l’obiettivo minimo del PNRR sono 307. Un traguardo ancora teoricamente raggiungibile, ma che potrebbe lasciare ampie aree del Paese, soprattutto al Sud, ancora prive di queste strutture intermedie.
Qui la mappatura dell’Agenas.




