Oggi 5 maggio, abbiamo partecipato come ALI alle audizioni informali sul Documento Strategico Pluriennale della Mobilità ferroviaria di passeggeri e merci alla Camera dei Deputati in Commissione Trasporti.
Un’occasione importante per portare il punto di vista delle autonomie locali dentro una discussione decisiva per il futuro del Paese. La mobilità ferroviaria, infatti, non riguarda soltanto le grandi infrastrutture o le principali direttrici nazionali ed europee: incide direttamente sulla competitività dei territori, sulla qualità della vita delle comunità locali, sull’accessibilità ai servizi essenziali e sulla coesione territoriale.
Come ALI – Autonomie Locali Italiane abbiamo sottolineato che il Documento rappresenta un passaggio rilevante e contiene elementi positivi, in particolare per l’attenzione rivolta alla sicurezza, alla sostenibilità, alla digitalizzazione, alla resilienza climatica e all’intermodalità. Tuttavia, riteniamo necessario rafforzarne ulteriormente la funzione di strumento di riduzione dei divari territoriali.
Il Documento evidenzia dati importanti sulla capillarità della rete ferroviaria italiana: circa il 93% della popolazione può raggiungere in auto una stazione servita da treni regionali entro 30 minuti; oltre la metà della popolazione può raggiungere una stazione servita da collegamenti di lunga percorrenza nello stesso intervallo temporale; circa 30 milioni di persone possono accedere a una stazione dell’Alta Velocità entro 30 minuti.
Numeri che confermano il ruolo centrale della ferrovia nelle connessioni nazionali. Ma proprio questi dati impongono di guardare anche al loro rovescio: resta una parte del Paese che vive in condizioni di accessibilità più difficile, più lontana dalle stazioni, dai servizi, dai presidi sanitari, dalle scuole superiori, dalle università, dai luoghi del lavoro, dai poli produttivi e dalle opportunità di sviluppo.
Questa distanza non è soltanto geografica. È una distanza sociale, economica e civile. Riguarda in particolare le aree interne, i territori montani e appenninici, i Comuni più periferici, le comunità che rischiano di restare ai margini dei principali assi infrastrutturali e dei processi di crescita.
Per questo, come ALI, abbiamo ribadito che il Documento Strategico Pluriennale della Mobilità ferroviaria deve essere letto non solo come un piano di potenziamento della rete, ma come una leva fondamentale per ricucire il Paese.
Secondo le ricostruzioni più recenti sulla Strategia Nazionale per le Aree Interne, quasi 4,6 milioni di cittadini risiedono nelle aree interne maggiormente esposte al rischio di spopolamento, distribuiti in circa 1.904 Comuni. Sono territori in cui il bisogno di infrastrutture, servizi e connessioni è più elevato, ma dove spesso l’attuazione delle politiche pubbliche procede con maggiore lentezza.
È un nodo che deve interrogare anche la programmazione ferroviaria e multimodale. Se l’obiettivo è fare della mobilità una leva di coesione, non è sufficiente intervenire sulle grandi direttrici. Un Paese moderno ha bisogno dei corridoi europei, dei nodi metropolitani, dell’Alta Velocità, dei collegamenti merci e della logistica. Ma ha bisogno, allo stesso tempo, di una rete di accesso diffusa, capace di connettere anche i territori interni, periferici e più fragili.
Per ALI servono investimenti per ricucire il Paese.
Il Documento mostra con chiarezza l’ampiezza del fabbisogno finanziario necessario per completare gli interventi programmati. Per le principali direttrici ferroviarie prioritarie, il costo complessivo aggiornato al 2025 è pari a 173,528 miliardi di euro, a fronte di 81,485 miliardi di risorse disponibili e di un fabbisogno residuo di 92,042 miliardi.
Si tratta di numeri che indicano quanto siano ampie, articolate e decisive le priorità infrastrutturali individuate: collegamenti trasversali, linee del Mezzogiorno, connessioni con Sicilia e Sardegna, valichi alpini, nodi metropolitani, relazioni adriatiche e tirreniche, collegamenti interni e interregionali.
Tutte queste direttrici sono fondamentali. Tutte richiedono un finanziamento stabile, pluriennale e credibile.
Per questa ragione, ALI ha chiesto maggiore chiarezza sulle fonti di finanziamento nazionali ed europee per i prossimi anni, anche per evitare che, nella fase successiva al PNRR, il Paese si trovi davanti a un vuoto di programmazione e di risorse. La certezza degli investimenti è una condizione essenziale per dare continuità agli interventi, attrarre nuove opportunità di sviluppo e sostenere soprattutto le aree più marginali.
In conclusione, ALI ritiene necessario rafforzare il Documento Strategico Pluriennale della Mobilità ferroviaria di passeggeri e merci nella sua funzione di catalizzatore della coesione territoriale. La mobilità ferroviaria deve essere una politica nazionale capace di unire sostenibilità, sicurezza, innovazione e giustizia territoriale.
Investire nella ferrovia significa investire nella possibilità per ogni cittadino, in ogni Comune e in ogni territorio, di accedere ai servizi, al lavoro, alla formazione e alle opportunità. Significa costruire un’Italia più connessa, più competitiva e più giusta.
Leggi qui la nota consegnata da ALI alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati




